

Il progetto era stato presentato lo scorso febbraio e i cantieri dovrebbero partire a primavera
Un albergo per i medici, parcheggi, aree commerciali e foresteria per i familiari dei malati. Il rilancio del Policlinico Umberto I, tornato al centro delle polemiche proprio in questi giorni dopo gli orrori rivelati dall’inchiesta shock del giornalista dell’Espresso Fabrizio Gatti, passa da qui.
L’ ambizioso progetto per far tornare uno degli ospedali più prestigiosi d’Europa “il fiore all’occhiello del Lazio”, era stato presentato quasi un anno fa con il plauso di Marrazzo e del sindaco Veltroni che in quell’occasione assicurava: “I lavori si faranno, a tappe, ma si faranno. I progetti sul Policlinico sono come Atlantide: tutti sapevano dove era, ma nessuno riusciva ad arrivarci. Beh, ora ci siamo”.
Il via è fissato per la prossima primavera, Demanio permettendo. Eh già, perché stando alle dichiarazioni del preside della facoltà di medicina dell’Università La Sapienza di Roma, Luigi Frati, l’Agenzia del Demanio avrebbe dovuto cedere le aree dell’Umberto I all’Università di Roma che avrebbe dovuto darle al Policlinico, ma questo passaggio necessario per l’avvio dei lavori di ristrutturazione non è mai avvenuto nonostante i fondi, ben 800 milioni di euro, fossero stati già previsti dal 1999 con il governo D’Alema.
Di questi 387 verrebbero utilizzati in una prima fase, fino al 2010, mentre i restanti 380 nel secondo ed ultimo step. Se tutto filasse liscio comunque, la rivoluzione dovrebbe concludersi entro il 2016; la parte monumentale dell’ospedale (quella che si affaccia sul viale del Policlinico) sarà destinata esclusivamente alla didattica, mentre l’attività sanitaria sarà concentrata in nove blocchi che verranno riqualificati e in due nuovi edifici a sei piani, uno con 350 posti letto per medicina generale e specialistica, l’altro con 24 sale operatorie, radiologia e terapia intensiva.
La ridefinizione del nosocomio andrà inserita in una discussione allargata del rapporto tra sistema sanitario e universitario, probabilmente oggetto di una riforma che andrà concertata fra Regioni, atenei e tutti i soggetti interessati; nel frattempo l’incontro tra il ministro della Salute Livia Turco e l’assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia ha sortito uno stanziamento di 50 milioni di euro per rifare i 2.700 metri di sotterranei ‘incriminati’ dal servizio dell’Espresso.
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