

Una circostanziata denuncia dei mali e l’avvio di un confronto con le autorità dal Convegno del 29 marzo organizzato dai pensionati della Cisl
1- Mastrantonio, Corato, Biondo e Scorzoni. 2- Pomponi. 3- La sala della Parrocchia Santa Maria Josefa
Il grido di allarme dalle periferie del VII e dell’VIII è arrivato forte e chiaro dal Convegno organizzato dalla FNP (Federazione nazionale Pensionati di Roma e Provincia) la mattina del 29 marzo 2007 presso il teatro della Parrocchia Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù a Ponte di Nona cui hanno partecipato dirigenti sindacali, rappresentanti dell’Asl BmB, i presidenti del VII municipio Roberto Mastrantonio e dell’VIII Fabrizio Scorzoni, l’assessore alle Periferie Dante Pomponi. Erano presenti anche gli assessori ai Servizi sociali del VII Cioffredi e dell’VIII Bottoni.
Il dibattito, molto vivace, è stato coordinato dalla responsabile USM-Cisl Roma Sud-Est e concluso da Salvatore Biondo, segretario Generale aggiunto Cisl di Roma e Provincia.
Salvatore Biondo nell’intervento conclusivo ha sottolineato gli obiettivi raggiunti dal Convegno: 1) “sollevare il vespaio”, facendo emergere il fortissimo disagio delle popolazioni della “periferia delle periferie” abbandonate a se stesse nella soluzione di difficili problemi (traffico, salute, scuola, servizi sociali); 2) aprire un cantiere sociale accanto ai cantieri delle numerosissime abitazioni che stanno sorgendo, sconvolgendo l’ambiente della zona, per fare in modo che insieme alle case siano soddisfatti i più elementari diritti dei cittadini; 3) avviare un percorso che sui temi più dolenti, serva ad approfondirli e ad avviare le necessarie soluzioni in un confronto vero e partendo dalla conoscenza reale dei problemi.
Pur dando atto all’amministrazione Veltroni di fare delle cose buone, Biondo ha criticato la mancanza nei fatti di quella città policentrica più volte promessa ma ancora inattuata: “Bisogna – ha concluso – portare il centro in periferia, trasferendo la socialità cittadina nelle borgate e spostando in essa quelle funzioni che oggi costringono gli abitanti di queste a migrazioni verso il centro e poi dal centro nelle estreme periferie con percorsi di disperante lentezza che durano ore ed ore sia in andata che al ritorno.”
Prima di lui si erano alternati interventi di rappresentanti sindacali e di comitati di quartiere che hanno sottolineato problemi (più volte riportati sul nostro giornale) e che però non trovano ancora attenta considerazione nelle autorità. In più di un intervento è stato richiesto un confronto reale e una partecipazione vera dei cittadini: meno inaugurazioni e meno rappresentazioni fiabesche della realtà vera di Roma e più impegno per la soluzione di problemi vitali dei cittadini.
Maurizio Porcaro ha chiesto l’apertura di un tavolo sulle periferie, su quelle vere, non su quelle virtuali.
Il parroco Don Angelo in un accorato intervento, ha ammonito di “non mettere le toppe sul vestito, ma di riaffermare i diritti dei cittadini. Io la realtà dei nostri quartieri la conosco bene; qui ci sono cittadini di serie Z, qui i diritti alla salute e agli altri servizi sono meno rispettati che in Africa (nella quale sono stato missionario)”.
Walter Bonanni ha affermato: “non ci piacciono i discorsi alla vasellina e la grande diffusione di sonnifero in atto, smettiamola con questa descrizione di Roma come paese dei balocchi. Una volta si accusava il sindacato, che la contrattava, di monetizzare la salute, ora noi la salute ce la compriamo privatamente o pubblicamente a caro prezzo. Il sindacato deve tornare a battersi con forza per i diritti.
Un invito ad esercitare la democrazia partecipata è venuto da Gigi Di Pietro il quale ha sottolineato che la popolazione dell’VIII è pari alla città di Padova e si estende su una superficie pari al comune di Torino, ma non ci sono i servizi che una “città” nella città di tali dimensioni esige perché possa avere una vita civile: mancano uffici postali, non si sa che fine hanno fatto i poliziotti di quartiere, si costruiscono quartieri come cattedrali nel deserto, senza strade e con quelle poche che ci sono che saranno ulteriormente intasate dal megacentro commerciale che avranno l’effetto di aggravare i già lunghi tempi di percorrenza da casa e per tornare a casa.
A questi ed altri interventi si sono alternati quelli delle istituzioni. Il presidente dell’VIII Fabrizio Scorzoni che ha tentato una difesa dell’amministrazione Veltroni grazie alla quale l’VIII godrà di finanziamenti per circa mille milioni di euro (350 per la metro C, 265 per le complanari dell’A 24, 300 per la città dello sport di Tor Vergata).
Ha poi rassicurato che si sta lavorando per la realizzare la caserma dei carabinieri, per dotare i quartieri di alcuni sbocchi stradali (via Noale) e di servizi postali e per fornire ai cittadini una migliore informazione di quanto sta facendo il municipio attraverso internet (20 mila contatti/mese). Il nuovo centro commerciale darà lavoro a molti cittadini ed assicurerà all’VIII 12 multisale.
Il presidente del VII Roberto Mastrantonio ha sottolineato la necessità della partecipazione dei cittadini; ha rimarcato come la Giunta Veltroni abbia ottenuto 3 milioni per il restauro dei resti delle Ville Romane nel parco archeologico di Centocelle ed ha annunciato la prossima realizzazione del poliambulatorio di Tor Tre Teste (2.200 mq). Infine ha rassicurato che il Municipio sta lavorando per ridurre l’impatto dell’attraversamento della Prenestina bis nel quartiere e del megainsediamento ai margini del Parco Tor Tre Teste-Alessandrino.
L’assessore comunale alle Periferie Dante Pomponi ha tentato un’abile difesa d’ufficio dell’amministrazione di cui fa parte, elencando le opere fatte e da fare nelle periferie. Ha preso un impegno per reperire i locali per la farmacia comunale nei 1000 metri quadri posti al pian terreno delle case ex Iacp. Ha molto insistito sulla necessità della partecipazione e del “conflitto” delle idee. Finito l’intervento, come spesso accade anche a suoi colleghi, è partito per altri inderogabili impegni, senza aspettare le conclusioni di un convegno che pure parlava di periferie, anzi della “periferia delle periferie”.
Per una denuncia più circostanziata dei mali della periferia rinviamo al documento integrale e riportiamo alcune scritte, che si uniscono al grido di dolore dalle periferie e allegate, dai dirigenti sindacali, allo stesso documento, presenti sui bandoni dei cantieri nelle zone di Ponte di Nona e dintorni: “Ponte di Nona = Bronx”; “Vogliamo i servizi pubblici: così non si può vivere”; “Costruttori imbroglioni. Ridateci i soldi indietro!”; Stop alle discariche abusive: Ama dove sei”; Ponte di Nona sotto assedio Rom”; Veltroni ci hai abbandonato”; “Caltagirone padrino, Veltroni burattino”; “Comune dove sei?”; Caltagirone palazzinaro. A te i soldi, a noi il degrado….”
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