

Abbiamo incontrato il Comitato di Quartiere che ci ha confermato una situazione drammatica, vicina al collasso
Domenica 14 ottobre, ore 11.00. Incontriamo i cittadini del quartiere di Ponte di Nona per tastare il polso della situazione in merito ai tanti problemi che, ormai da diversi anni affliggono gli abitanti. Il quartiere è nato cinque anni fa, ospita attualmente circa 12 mila persone, ma ne prevede un aumento repentino e massiccio. Parliamo direttamente con il presidente del Comitato di Quartiere Massimo Mancuso, con il vicepresidente del comitato Renzo Piermattei e Vittorio Magnante consigliere di quartiere.
La lista dei problemi è lunga.
Scottante e delicata è la questione della viabilità che costringe quotidianamente a lunghe file, bloccati nel traffico, gli abitanti che si sentono letteralmente “tagliati fuori” dal resto del territorio municipale e “sequestrati in casa”.
I collegamenti sono affidati a due vie insufficienti a far defluire la vasta mole di traffico pendolare quotidiano: la Collatina e la Prenestina. Non pochi sono i problemi su queste due consolari, sia per l’esigua larghezza delle corsie, sia per la mancanza di banchine di scolo per cui, in caso di pioggia, la transitabilità è totalmente compromessa. Il tutto è poi aggravato dalla mancanza completa d’illuminazione.
Gli abitanti chiedono alle istituzioni un allargamento della via Collatina e la costruzione di una rotatoria che faccia scorrere più facilmente il traffico in uscita ed entrata nel quartiere.
Il trasporto pubblico è affidato ad una sola linea, quella del 314, la cui frequenza è però scarsa in confronto alle esigenze dell’utenza.
Gli abitanti chiedono l’istituzione di una linea – navetta, capace di passare per le vie interne del quartiere e metterne in comunicazione le varie zone; sperano inoltre nella realizzazione delle linea ferroviaria metropolitana, FR2, con fermata a Lunghezza. Questa stazione sarà capace di sfoltire notevolmente il traffico extraurbano della zona, ma non di garantire parcheggio ai cittadini che intenderanno avvalersi del servizio; l’area infatti è priva dello spazio disponibile per la sosta delle automobili.
Le prospettive per il futuro, tra l’altro, non sono niente affatto rassicuranti, poiché è prevista per i prossimi mesi l’apertura del Centro Commerciale di Lunghezza adiacente alla zona di Ponte di Nona e che richiamerà l’attenzione di migliaia di cittadini e autoveicoli sulle già congestionate strade limitrofe.
I nostri interlocutori c’informano dell’esistenza di due strade alternative e parallele alla via Collatina, che consentirebbero una più agevole viabilità nella zona. Il problema consiste nel fatto che queste due strade, per la precisione via Noale e la Cannonabile della Tav, (strada di servizio per gli addetti ai lavori) sono interdette al traffico cittadino e di proprietà privata. L’unica speranza dei cittadini della zona, consiste nella possibilità di creare uno svincolo che possa consentire l’accesso alla A24, ovvero l’autostrada Roma l’Aquila, e sulla realizzazione di strade complanari che confluiscano con la Palmiro Togliatti.
Il quartiere, inoltre, vive pressocché sprovvisto di importanti e necessari servizi: uffici postali, negozi, asili nido. I cittadini quindi sono costretti spesso a prendere l’automobile e sorbirsi lunghe file nel traffico, magari per andare soltanto a fare la spesa.
Ad aggravare ulteriormente la situazione è la massiccia presenza di nomadi, i quali purtroppo si rivelano protagonisti di furti e gravi atti di vandalismo che non risparmiano neppure gli ambienti della Chiesa. Ad alimentare il nuovo business del rame provvedono i loro frequenti furti di cavi elettrici che lasciano così al buio la zona, fonti battesimali nelle Chiese, e una vasta quantità di attrezzature la cui sottrazione impedisce la chiusura dei lavori in molti cantieri. Per non parlare poi, dei numerosi furti negli appartamenti e nei pochi negozi presenti nella zona.
Massiccio è anche il fenomeno della prostituzione che avviene ormai alla luce del giorno, in ambienti centrali, frequentati dai cittadini e persino sotto gli occhi dei bambini.
La presenza delle forze dell’ordine non scoraggia affatto il fenomeno.
I cittadini del quartiere, stanchi della situazione e delle continue e disattese richieste d’intervento da parte delle istituzioni, sperano davvero nella risoluzione, il più possibile rapida, dei problemi fin qui descritti, al fine di migliorare la vivibilità del territorio e restituirle una vera e legittima dignità. Però alcuni hanno già messo in vendita i loro appartamenti da poco comprati e da molti anni sognati e “sudati” con il lavoro di una vita.
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