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Ponte Quattro Capi

Curiosità e leggende

1- Il ponte Fabbricio


Tra i ponti esistenti a Roma il Ponte Fabbricio è quello più ben conservato. Il ponte, costruito nel 62 a.C., prese il nome dei Quattro Capi per una strana leggenda: Sisto V (1585 – 1590) ordinò che il ponte venisse ristrutturato e furono incaricati per questo compito quattro architetti. Questi non andavano d’accordo per cui durante i lavori si scatenarono violenti litigi. Il restauro fu comunque eseguito egregiamente e il papa si congratulò con i quattro architetti, ma per le gravi voci che erano circolate su di loro, li fece poi decapitare. Visto che comunque il lavoro era stato eseguito nel migliore dei modi, si dice che il pontefice decise di erigere loro un monumento che rappresentava le quattro teste unite in un blocco di cemento. C’è una incongruenza con la leggenda: infatti i blocchi di cemento sono due e le teste otto. Si tratta, in realtà, di due erme dedicate a Giano quadrifronte.


Il nome del ponte Fabricio ricorda Lucio Fabricio, il curator viarum che lo fece realizzare. Il ponte fu chiamato anche Lapideus che significa di pietra forse per ricordare Quinto Lepido che insieme a Marco Lollio ne curò il restaurò nel 21 a.C. in seguito ai danni riportati da un violento alluvione del 23 a.C. come è ricordato da una lapide che si trova sul ponte stesso.


Un altro nome del ponte fu dei Giudei in quanto nella piccola chiesa di S. Gregorio ai Quattro Capi detta anche S. Gregorio della Divina Pietà che si trova nelle vicinanze erano tenute durante il regno pontificio le prediche obbligatorie per gli Ebrei .

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