

In polimeri rinforzati con fibra di carbonio o di vetro o di kevlar sono affidabili e di rapida installazione
Costruire ponti in plastica rinforzata non è un’assurdità, ma un traguardo ormai raggiunto: così come i ponti in pietra dei romani o quelli in ferro dell’800, anche quelli in acciaio e cemento del 900 sembrano destinati a diventare reperti archeologici.
Sull’inserto Affari e Finanza di Repubblica del 7 maggio 2007 si dà notizia del crollo del ponte di Oakland in California, realizzato con un materiale cinque volte più leggero, più resistente alle intemperie e con costi e tempi di installazione e manutenzione incredibilmente minori, che ha messo in discussione la vecchia tecnica del calcestruzzo in favore dei polimeri rinforzati.
Dimensioni, forma e colore del ponte possono essere scelti al computer; una settimana per la consegna, un giorno e pochi addetti per sistemarlo e il gioco è fatto.
Dove reperire la plastica da costruzione è semplice: solo negli Usa ci sono venti milioni di tonnellate di contenitori nelle discariche da riciclare per la gioia del movimento ambientalista; i polimeri vengono poi irrobustiti da fibre di carbonio, di vetro o di kevlar che li rendono un composto indistruttibile.
Due grandi aziende, l’americana Martin Marietta e la danese Fiberline, costruiscono ponti in plastica, danno dimostrazioni agli scettici, come farci passare sopra un carro armato Sherman di 34 tonnellate, e si impegnano per migliorare questa tecnologia.
La Martin Marietta dal 1996 a oggi ha già realizzato una trentina di strutture con parti in plastica, della Fiberline famoso è il ponte in plastica di Kolding in Danimarca. Per maggiori informazioni i siti sono http://www.martinmarietta.com/Products/duraspan.asp; http://www.fiberline.com/gb/casestories/case1837.asp.
Roma si sta espandendo sempre più oltre il raccordo anulare, ma a sud e a nord passa il Tevere. Sul fiume i ponti non sono tanti, ma ora stanno nascendo nuovi quartieri e probabilmente qualche ponte in più decongestionerebbe qualche arteria. Ma anche nella città consolidata non sono pochi i punti dove si potrebbero installare dei ponti.
Due esempi su tutti, uno sulla Palmiro Togliatti all’altezza della Casilina, esattamente come è stato fatto con grande successo molti anni fa su viale dei Fiorentini all’altezza della Tiburtina. E l’altro potrebbero essere dei ponti che colleghino i quartieri limitrofi con il parco di Centocelle o le due parti del parco di Villa dei Gordiani.
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