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Porta Portese: solo degrado e abbandono

Il grido d'allarme degli consiglieri di An Santori (XVI Municipio e Rocca (XV)

“C’era una volta Porta Portese, storico mercato domenicale della capitale, oggi non si sa più cosa sia”, dichiarano in una nota dell’8 marzo Federico Rocca, vicepresidente del Consiglio del Municipio XV, e Fabrizio Santori, consigliere di AN del XVI municipio.

“L’80% dei venditori è di nazionalità straniera, il 10% sono abusivi con bancarelle irregolari e gli italiani che sopravvivono rappresentano una sparuta minoranza – denunciano i due consiglieri -Attenzione, non stiamo ponendo un problema etnico o razziale ma di regolarità e correttezza. La quasi totalità della merce che viene venduta da parte degli stranieri che posseggono un banco è contraffatta o di dubbia provenienza. Qualcuno ci dovrebbe dire da dove provengono telecamere, cellulari, autoradio, lettori dvd, ma è facilmente immaginabile, non servono i servizi segreti per scoprirlo. Ci chiediamo inoltre chi controlli la regolarità delle soste a Porta Portese, ossia sono tutti regolari quelli che montano un banco? Possiedono tutti una regolare licenza come ambulanti? Chiediamo a chi ci amministra se sia mai possibile permettere che accada tutto ciò. Senza considerare poi che ancora oggi migliaia di cittadini residenti in quel quadrante vengano sequestrati nelle loro case già dalla notte del sabato fino a domenica sera per permettere lo svolgimento del mercato dell’illegalità. Comprendiamo anche la difficoltà dei vigili urbani, poiché quattro pattuglie sono poche per vigilare una realtà così grande. Pertanto chiediamo al sindaco Veltroni, all’Assessore al Commercio del Comune di Roma e al Prefetto di Roma di porre fine a questa situazione e di far rispettare le regole e le leggi a tutti, senza distinzione.”

“Rivolgiamo anche un invito alle categorie che rappresentano i commercianti, – concludono Rocca e Santori – che dovrebbero indignarsi per prime davanti alla disparità di trattamento, soprattutto sul versante sanzionatorio che si applica ai commercianti romani regolari che pagano tasse, contributi e licenze”.

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