Categorie: Sociale e Handicap
Municipi:

Portuense, disabili abbandonati nel centro riabilitativo di via Sbricoli

La denuncia di CasaPound Italia e dell'Agud

CasaPound Italia e Agud (l’associazione genitori utenti disabili), questa mattina, sono entrati nel centro diurno di terapia riabilitativa intensiva disabili di via Sbricoli a Roma per verificare di persona le condizioni in cui sono tenuti i loro figli, visto che normalmente nella struttura, gestita da un Consorzio, non si può entrare senza una richiesta motivata.

La condizione che hanno trovato nel centro, dai loro racconti, era raccapricciante. "Una ragazza da sola – spiegano i partecipanti al blitz- chiusa a chiave in una stanza. Un ragazzo abbandonato a se stesso, con due graffi sul viso che nessuno ha saputo spiegare come si fosse fatto. E ancora: qualcuno seduto su una sedia a fissare il vuoto, o una porta. Qualcun altro sdraiato per terra, su un tappeto, in mezzo alla polvere. ”Ci siamo trovati di fronte una situazione allucinante – spiegano CasaPound Italia e Agud – Una trentina di ragazzi buttati là, completamente abbandonati a loro stessi, in una struttura che viene sovvenzionata dalla Regione Lazio per fare una ‘riabilitazione intensiva’. E’ una vergogna di fronte alla quale non si può tacere oltre. Le istituzioni, Regione in testa, devono intervenire, e con urgenza, per estromettere dalla gestione di questi centri chi non è in grado non solo di fornire la prestazione per cui viene pagato ma nemmeno di trattare con un minimo di rispetto i disabili e le loro famiglie”.

“Si tratta di un fatto indecente e vergognoso, se venisse dimostrato un trattamento ingiusto nei confronti dei pazienti, gravi sarebbero le colpe nei confronti dell’azienda che con fondi regionali gestisce la struttura – commenta la viceresponsabile per le Politiche Sociali dell’Italia dei Diritti Barbara Del Fallo – L’urgenza di questo intervento dei genitori dimostra che il controllo su queste strutture è scarso e serve maggiore attenzione”.

La struttura in questione è gestita da una cooperativa che riceve finanziamenti regionali e l’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro non manca di sottolinearlo: “Nell’ambito sociale e nello specifico sociosanitario c’è qualcosa che non va. In questo paese manca un occhio vigile puntato su tutto ciò che accade nelle strutture sanitarie pubbliche. Non servono soltanto stanziamenti per il funzionamento, ma sicurezza e affidabilità.L’ Italia dei Diritti – conclude la Del Fallo – continuerà a raccogliere le testimonianze di tutti coloro che sono o sono stati oggetto di malasanità”.

 

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento