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Poteri speciali a Veltroni su traffico e inquinamento

Deliberato lo stato di emergenza ambientale per la capitale

Finalmente una bella notizia. Ci viene dal Consiglio dei Ministri del 4 agosto scorso che, deliberando lo stato di emergenza ambientale per la capitale, concede di fatto al Sindaco poteri speciali in materia di traffico e inquinamento.


Veltroni potrà quindi intervenire direttamente su quei due nodi fondamentali, da considerarsi vere e proprie spie della qualità della vita dei cittadini.


“Un passo decisivo per contrastare l’inquinamento atmosferico – afferma l’assessore all’Ambiente Dario Esposito – che arriva dopo anni di attesa e dimostra la serietà delle scelte di questo governo”.


Del resto, dopo che gli stessi poteri erano stati conferiti in passato a Milano, Catania e Palermo,  risultava difficile al governo Prodi ignorare le richieste della città capitale. Una città a forte vocazione internazionale, abitata da tre milioni di persone, che ha continuato ad essere governata con gli stessi strumenti di un piccolo comune. E infatti, le misure adottate in questi anni per combattere  l’emergenza ambientale (e che si continuano ad adottare) non hanno prodotto che effetti parziali. Insomma, i soliti palliativi il cui fiore all’occhiello rimane tuttora la limitazione della circolazione delle auto (con le dovute eccezioni s’intende) quando il tasso d’inquinamento sale.


Ora, nel cronico contesto di un’emergenza ambientale che rischia ogni volta di diventare emergenza sanitaria, la musica dovrebbe cambiare. Il sindaco Veltroni, nel commentare il provvedimento, ha espresso la sua soddisfazione ma anche il suo rammarico  “per ciò che si sarebbe potuto fare se tali poteri fossero stati concessi quando Roma li aveva richiesti”. 


Come l’Amministrazione capitolina si muoverà in seguito a tale investitura ce lo spiega ancora l’assessore all’Ambiente. “Saranno semplificate le procedure amministrative e si potranno realizzare ed accelerare opere strutturali per ridurre traffico e inquinamento; sarà più facile decidere la realizzazione di  nuove pedonalizzazioni  e corsie preferenziali, semplificare le procedure di autorizzazione che consentiranno l’acquisto di mezzi a basso impatto ambientale, come pure potenziare il trasporto pubblico e la vigilanza urbana o costruire nuovi nodi di interscambio con i mezzi pubblici”.


Resta comunque da chiedersi se gli amministratori locali, dotati o no di poteri speciali, siano in grado di vincere da soli questa sfida, fondamentale per il futuro dei cittadini. Noi siamo convinti che la strada per costruire una città a misura d’uomo sia ancora lunga da percorrere. Almeno finché  gli stessi governi nazionali non decidano di prendere in mano la situazione legiferando seriamente in materia. Cominciando, intanto, con l’imporre al mercato quegli standard e quelle tecnologie  maggiormente eco-compatibili.

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