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Pratica fantasma al “Commissariato di Ostia”

La storia delle peripezie burocratiche di Leon, 29 anni trasferito con la sua famiglia in Italia dall’Albania

Non sto qui a raccontare la storia che ha indotto Leon, 29 anni a trasferirsi con la sua famiglia in Italia dall’Albania. Ma vi racconto il “primo incontro” di questo ragazzo, educato e volenteroso, con la burocrazia italiana.

Con la calma e la pazienza che lo caratterizzano racconta: “esattamente il 9 settembre 2006 mi sono recato all’Ufficio Immigrazione del Commissariato di P.S Lido di Roma, in via G. Zerbi, 98 per richiedere un permesso di soggiorno per motivi di studio. Infatti sono iscritto all’Università. L’impiegata mi ha rilasciato il tagliando con la richiesta effettuata e mi ha consigliato di tornare dopo un paio di settimane per accertarmi che il permesso fosse arrivato. Ogni volta che mi recavo lì mi dicevano che non era ancora stata lavorata la pratica. Ed io puntualmente ringraziavo per l’informazione e me ne tornavo a casa. Dopo 10 giorni mi ripresentavo al Commissariato ed ogni volta la stessa storia: il permesso non era ancora arrivato.

Questa trafila è durata per ben 10 mesi , finchè lunedì 16 luglio una signora mi ha informato il mio permesso era stato rilasciato, ma che non si trovava più, che era andato perso e che era lì pronto da svariati mesi. Tra l’incredulità e la disperazione ho chiesto come mi sarei dovuto comportare e la signora mi ha risposto di chiamare l’ufficio Immigrazione del Comune di Roma. Così ho fatto ma non mi ha mai risposto nessuno. E adesso non so cosa fare. Un signore mi sta offrendo un lavoro ed io, così, non posso neanche trasformare la richiesta del permesso perché non ho nulla in mano”. Non è rabbioso come gli utenti che qualche settimana fa hanno aggredito i dipendenti dell’anagrafico scatenando panico e risse. E’ educato, triste e disperato.

E’ troppo facile ridurre il discorso alla carenza di personale; in questo caso stiamo parliamo di efficienza, parliamo di questo ragazzo, gentile e scoraggiato che conosce poco la lingua e la burocrazia italiana ma che nonostante il torto subìto conosce l’educazione ed il rispetto delle persone. Quando lo impareranno anche i nostri uffici?

Per aiutare il ragazzo a ritrovare la “pratica fantasma” è possibile contattare la redazione.

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