

Il 17 dicembre 2006 a Rodi G., premiati dal mensile "Il Belvedere" altre personalità della cultura e delle professioni
Il 17 dicembre presso un affollatissimo Auditorium “F. Fiorentino” di Rodi Garganico, Vincenzo Luciani, editore, poeta e giornalista ha ricevuto il Premio “Antonio Saccia” 2006 – Gargano che lavora, riservato a imprese, imprenditori e personalità della cultura, del sociale e delle professioni, che si sono distinti nel campo specifico di lavoro nel Gargano.
Insieme a Luciani hanno ricevuto il premio organizzato dal mensile di informazione locale “Il Belvedere” una ventina di altre personalità ed imprese garganiche:Giuseppe Apicella, Claudio Ventrella, Vittoria Lombardi, Giuseppe D’Errico, Michele Cannarozzi, Domenico Finizio, Elia Santoro, Domenico Spina Diana, Michele Errico, Jimmy Di Stolfo, Leonarda Crisetti, Angelo Mastromatteo, Michele Afferrante, Gruppi Fratres, Centri riabilitazione Padre Pio, Atelier Siciliano, Cantiere Navale Stella, Coop Il Telaio, GIPAC, Osteria Miki, Consorzio Industrie Vichesi, Idea Moda Confezioni, Navigare srl. Premi alla memoria sono stati conferiti anche a Teodoro Moretti e a Mario Sacco.
La cerimonia di premiazione è stata intervallata da applauditissimi stacchi musicali eseguiti da professori ed allievi del Conservatorio Musicale “Umberto Giordano” di Rodi Garganico.
Erano presenti alla premiazione oltre ai congiunti del compianto Antonio Saccia, il presidente della Provincia di Foggia Stallone, della Comunità Montana del Gargano Pinto, i sindaci di Rodi, Ischitella e delle principali cittadine del Gargano e numerose altre autorità.
Il presidente della Provincia Stallone si è complimentato con la Giuria del Premio, presieduta da Giovanni Gentile e coordinata da Giuseppe Di Blasio, e con il Comitato organizzatore (Lazzaro Di Lazzaro, Michele Di Fine, Giuseppe D’Errico, A. Maria Agricola, geom. G. D’Errico, sig. G. D’Errico).
Ed ecco la motivazione del Premio a Vincenzo Luciani:
“Vincenzo Luciani è nato poeta e uomo di cultura a Ischitella, anche se l’esordio e l’espressione piena della sua attività si sono dispiegati soprattutto tra Torino e Roma. Uomo di cultura, perché impegnato nel dibattito civile e politico, volto sempre a unificare le istanze sociali e mai a dividerle, a partire dai bisogni e dai diritti, non puramente materiali ma, appunto, anche culturali, degli individui, soprattutto quelli più esposti all’arbitrio e all’ingiustizia.
E poeta, altrettanto e contemporaneamente, condividendo con altri significativi autori del secondo Novecento italiano l’alternanza lingua-dialetto. Il paese e Torino (Roma, Salemi, 1984) è la prima pubblicazione in cui, proprio dalla tensione (comune a tanti concittadini garganici) tra Ischitella e Torino nasce il coagulo della poesia. Ma l’origine più profonda non è nella pur coltivata lingua nazionale, perché la voce dell’emozione si esplicita innanzitutto in dialetto: si pensi, almeno, solo esemplarmente, a una composizione come Se di te mi ricordo, compresa nella prima raccolta in italiano e quindi comparsa come Se de te m’arrecorde! già in Frutte cirve e ammature (Cofine 2001) e, poi, più definitivamente, nel recente Tor Tre Teste ed altre poesie (1968-2005), Cofine 2005. Ischitella è il cuore della poesia di Luciani, il magma irrisolto, l’impasto di emozioni ed espressioni, da cui viene costantemente estratta l’energia artistica, anche quando essa si esplicita negli esiti più maturi, sia neodialettali, come si è già detto, sia in italiano. Da questo punto di vista Tor Tre Teste ed altre poesie (1968-2005) non è solo il bilancio organico di una fase, ma lo spartiacque consapevole e riuscito di una (lunga) carriera poetica, che trova in Roma, la città eletta a luogo di vita e di lavoro professionale, la nuova polarità correlata con l’irriducibile realtà di Ischitella.
E’ a Roma che Vincenzo Luciani è giornalista ed editore, oltre che poeta, ma è da Roma che, sempre più nell’ultimo decennio, egli ha ritrovato la disponibilità e il gusto socioculturale a occuparsi del progresso della comunità ischitellana e garganica con iniziative costanti e qualificate, ormai ineliminabili dalla realtà identitaria del (nostro) ‘paese’. E’ ben per questo che Vincenzo Luciani è cittadino illustre di Ischitella, non solo per i risultati lusinghieri della sua operosità intellettuale, meritati nel mondo della cultura e della società nazionale, ma anche, e soprattutto, per la capacità di ricondurre energia e azione civile e morale della poesia ai luoghi e alle persone che l’hanno fatta nascere: il Gargano e, in particolare, Ischitella.”
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