

Al progetto hanno aderito 24 istituti superiori di Roma
E’ stato presentato il 5 marzo in Campidoglio “lecosecambiano@roma”, un progetto per sensibilizzare al rispetto e alla valorizzazione delle differenze, in collaborazione con Sapienza Università di Roma, la casa editrice Isbn ed esponenti del mondo della cultura, del cinema e del teatro, che si rivolge alle studentesse e agli studenti degli istituti superiori della Capitale.
Erano presenti alla conferenza stampa Alessandra Cattoi, assessora alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità, Vittorio Lingiardi, professore ordinario di Psicologia Dinamica, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma
Fulvio Marcello Zendrini, responsabile comunicazione “Le Cose Cambiano”, Ivan Cotroneo, sceneggiatore e regista, Roberto Vecchioni, professore e cantautore, e Fabio Canino, conduttore televisivo e radiofonico.
Nata su sollecitazione di artisti e intellettuali che hanno scritto una lettera aperta al sindaco Marino sul Corriere della Sera (lo scorso 30 ottobre 2013), all’indomani del suicidio di un giovane gay a Roma, e in linea con il progetto editoriale “lecosecambiano” della casa editrice ISBN, l’iniziativa mira a sensibilizzare gli adolescenti al rispetto delle scelte individuali e delle differenze, promuovendo una visione positiva del futuro attraverso concrete testimonianze di persone note che si sono messe gratuitamente a disposizione.
Il progetto, a cui hanno aderito 24 istituti superiori in tutto il territorio della capitale, con oltre 2000 ragazze e ragazzi, si sviluppa su tre assi:
– un’indagine condotta da Sapienza Università di Roma, attraverso un questionario anonimo che le studente e gli studenti dovranno compilare online;
– incontri di sensibilizzazione finalizzati a contrastare il bullismo omofobico e a prevenire la dispersione scolastica in 24 scuole tenuti da esperti di Sapienza Università di Roma, con esponenti della cultura, del cinema, del teatro e dello spettacolo, e le associazioni che forniranno testimonianze positive e informazioni sui servizi di ascolto e counselling presenti a Roma per le persone gay, lesbiche, transessuali e le loro famiglie (Circolo Mario Mieli, Di’Gay Project, Gay Center, Arcilesbica, Agedo Roma, Famiglie Arcobaleno, Associazione Libellula);
– un concorso per le scuole intitolato “iocambiolecose@roma” rivolto alle ragazze e ai ragazzi che potranno presentare una loro testimonianza o proposta contro l’omofobia affinché “le cose cambino” a scuola, a casa, a Roma, promuovendo al contempo una visione positiva del futuro.
A conclusione del progetto è previsto un evento finale il 16 maggio 2014 in prossimità della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia con la presentazione dei risultati della ricerca e la premiazione del concorso.
La scelta dell’Amministrazione di dare vita a un progetto come “lecosecambinao@roma”, che si inserisce nelle linee d’indirizzo internazionali e dell’Unione europea in particolare per combattere l’omofobia e la transfobia nelle scuole, è dettata dalla diffusione sempre più capillare tra i giovani di una particolare forma di bullismo, appunto quello omofobico, le cui vittime vengono attaccate a causa del loro orientamento sessuale (reale o presunto) o del loro ruolo di genere non conforme alle aspettative sociali, con gravi conseguenze per chi ne è fatto oggetto, quali emarginazione, violenze, disagio sociale o psicologico.
«La quasi totalità delle persone che ha contattato la Gay Helpline di Roma Capitale nel 2013 – afferma Alessandra Cattoi, assessora alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma Capitale – ha dichiarato di essere stata vittima di almeno un episodio di discriminazione o di bullismo nelle scuole medie inferiori e superiori. Un dato in linea con lo studio del 2013 dell’Agenzia sui Diritti Fondamentali dell’Unione europea. La scuola è quindi un luogo in cui le ragazze e i ragazzi cominciano a vivere esperienze negative e possono diventare bersaglio di pregiudizi ed essere discriminati a causa del proprio orientamento sessuale della propria identità di genere. È nostro dovere come amministrazione pubblica contrastare ogni forma di bullismo e promuovere il rispetto delle differenze. Nessun adolescente si deve sentire solo né diverso. Bisogna salvaguardare il benessere delle nostre studentesse e dei nostri studenti per evitare che il loro rendimento scolastico venga compromesso o che decidano di abbandonare gli studi. Non è più possibile assistere a casi di bullismo omofobico in città. L’amministrazione deve farsi promotrice di iniziative che contribuiscano a promuovere un clima positivo a Roma».
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