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Presentato il piano per il decentramento de La Sapienza

Un intervento da 300 milioni di euro per il campus e le nuove sedi

Un nuovo volto per l’ateneo più affollato d’Europa. È quanto emerge dal progetto di edilizia universitaria de La Sapienza presentato il 25 gennaio scorso dal rettore della prima Università di Roma, Renato Guarino.
L’idea è quella di decentrare attraverso la creazione di nuove sedi, per dare spazio alla didattica e per far raggiungere all’ateneo romano gli standard europei che prevedono 10 metri quadrati a studente, a fronte dei soli 3,5 attualmente destinati agli iscritti de La Sapienza.

Un finanziamento di 148 milioni di euro, stanziati dal Ministero dell’Università, ed un mutuo di pari importo, acceso dallo stesso ateneo con la Cassa depositi e prestiti, serviranno a sostenere la riqualificazione di sei strutture: l’edificio delle Poste a San Lorenzo; l’acquisizione di aree nell’ex Sdo a Pietralata; i padiglioni di Santa Maria della Pietà; il vecchio complesso industriale della Snia sulla Prenestina; una ex fattoria a Grottarossa; il Borghetto Flaminio.

Secondo indiscrezioni il palazzo Poste potrebbe essere la nuova sede delle due facoltà di psicologia, l’edificio della Zecca all’Esquilino sarebbe destinato a Scienze delle comunicazioni per 4-5 anni (così Sociologia tornerà in possesso di tutti i locali sulla Salaria), Pietralata andrà a Scienze politiche, a Statistica e solo successivamente a Scienze delle comunicazioni. Infine una parte di Ingegneria potrebbe trovare la sua sede nell’ex Snia.

Il progetto tiene in considerazione le esigenze della città e dei cittadini e si basa proprio sull’armonizzazione delle nuove strutture con quelle preesistenti, per rispondere alle esigenze degli oltre 150.000 studenti della Sapienza senza sconvolgere i già precari equilibri urbani.

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