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Presentato il Teatro di Tor Bella Monaca

Due sale, un anfiteatro un punto ristoro, sarà inaugurato il 9 dicembre. Ma la compagnia teatrale 'Il Gruppo' protesta

L’inaugurazione del teatro di Tor Bella Monaca avverrà il 9 dicembre con una grande serata-evento ricca di ospiti che sarà presentata dal direttore artistico Michele Placido. Nell’occasione sarà anche intitolata all’attore e regista Bruno Cirino una strada adiacente al teatro. La programmazione degli spettacoli sarà avviata il giorno dopo e proseguirà per oltre un mese dal venerdì alla domenica ad ingresso gratuito, per poi riprendere nella nuova stagione. (Per info e calendario degli spettacoli www.teatrotorbellamonaca.it).

Il nuovo teatro (due sale da 298 e 98 posti, un anfiteatro per 600 spettatori, un ristorante wine-bar e caffetteria) è stato presentato al quartiere, nella sala piccola del teatro in via Cambellotti 11 (all’angolo della via con via di Tor Bella Monaca e tra la chiesa di S. Maria madre del Redentore e il Municipio VIII), il 1° dicembre (assente Placido) alla presenza degli assessori alla Cultura regionale Giulia Rodano e comunale Gianni Borgna, dell’assessore alle Periferie Paolo Carrazza, del presidente delll’VIII Giuseppe Celli e di rappresentanti dell’Eti e dell’Università di Roma Tor Vergata.

"E’ un teatro bellissimo – è il commento entusiasta dell’assessore comunale alla Cultura Gianni Borgna – e, con una gestione innovativa e coraggiosa, sarà uno dei teatri più belli della città. Il teatro di Tor Bella Monaca è per me un sogno importante perché quest’area, una volta carica di disagio sociale ora, grazie anche a tante iniziative culturali si è molto riqualificata. Tengo molto a questa scommessa culturale per valorizzare un territorio ricco di potenzialità. Questo non sarà un teatro di quartiere ma un teatro di Roma. Il programma deve essere realizzato con il contributo del territorio".

L’intervento dell’assessore e soprattutto quest’ultima affermazione è stato contestato dalla polemica protesta (proseguita anche durante gli altri interventi) di Edoardo Torricella, fondatore della compagnia teatrale ’Il Gruppo’, composta da artisti del quartiere, sulla quale torneremo in seguito.

“La cultura – ha affermato Giulia Rodano – è Welfare, nel senso che fa parte di quella dimensione di benessere che è fondamentale per mantenere un giusto equilibrio. Altrimenti il rischio di tensioni estreme anche nelle nostre periferie potrebbe diventare più serio”.

“Questo Municipio – ha sottolineato il presidente Giuseppe Celli – era una zona dominata dall’abusivismo edilizio degli anni ’60; i problemi erano quelli di portare l’acqua e le fogne. Oggi dopo un’attenta fase di risanamento, abbiano la presenza dell’Università di Tor Vergata e del Policlinico, costruiamo nuove imprese, forme di aggregazione sociale. In quest’ottica la nascita di un nuovo teatro rappresenta una grande opportunità di valorizzazione culturale per l’VIII. Il nostro vero obiettivo è portare il centro in periferia con il trasferimento di importanti funzioni di valore cittadino in periferia”.

Fabbri dell’ETI e i prof. Salvatore e Bellingieri hanno assicurato la loro massima collaborazione per il decollo del teatro, l’Eti mettendo a disposizione la sua professionalità e competenza professionale e l’Università di Tor Vergata assicurando il suo apporto con il Dams.

Fra le iniziative previste ci saranno attività che coinvolgeranno i giovani e soprattutto gli studenti del Dams della Facoltà di Lettere di Tor Vergata e gli allievi dell’Accademia di Arte Drammatica.

Il Teatro sarà gestito in prima persona dall’assessorato alla Cultura del Comune con l’ETI e l’Università di Tor Vergata e l’assessorato alla Cultura della Regione, all’assessorato comunale alle Periferie e l’VIII Municipio.

Dicevamo, Edoardo Torricella, volto notissimo a Tor Bella Monaca, armato di fischietto e con la sua voce stentorea (“Vergogna” “Non è vero”) ha interrotto più volte gli interventi guastando il clima festoso dell’iniziativa (l’efficientissima regia della presentazione, purtroppo, non ha previsto qualche domanda da parte della stampa presente e qualche breve intervento di rappresentanti delle associazioni culturali locali). Ed ecco le sue motivazioni: “Sono 22 anni – lamenta Torricella – che faccio teatro a Tor Bella Monaca. Sono stato io a inaugurare il vecchio teatro a Tor Bella Monaca nel 1991 (poi chiuso per inagibilità nel 1997) con uno spettacolo su S. Antonio. Mi sono battuto per l’apertura di uno spazio teatrale quando non interessava a nessuno e ora che questo teatro viene restaurato, anche se loro lo spacciano per nuovo, non vengo inserito nel programma e neanche invitato a partecipare all’inaugurazione. E’ una vergogna!”

Il presidente dell’VIII Celli ha ribattuto su ’Il Messaggero’ del 2 dicembre: “Sono tutte falsità. Gli abbiamo offerto tre giorni di spettacolo e lui ha risposto che aveva bisogno della sala per tre mesi per provare l’Amleto. Noi lavoriamo a stretto contatto con il territorio ma certo non possiamo sottostare a richieste così stravaganti.”

Complimentandoci per lo sforzo corale delle istituzioni compiuto per la realizzazione di questa importante struttura e per la scelta di un direttore artistico di grande valore come Placido, poniamo un semplice interrogativo: in quali altri idonei spazi (visto che anche l’Università di Tor Vergata non ne ha per le attività teatrali e musicali degli studenti del Dams) potranno operare le compagnie teatrali che pure sono presenti, numerose e radicate nel territorio di Roma est per provare e rappresentare i loro spettacoli, validi e dignitosi, anche se non baciati dalla fama di attori e registi famosi e relativi finanziamenti?

Non vorremmo che con il “fiore all’occhiello” del Teatro di Tor Bella Monaca si pensasse di aver soddisfatto la grande fame e sete di cultura nella periferia est di Roma, mettendosi il cuore e la coscienza in pace.

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