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Presidi spia? Piuttosto pensiamo a scuole presidi di sicurezza

Lo afferma Simonetta Salacone,dirigente scolastica della scuola “Iqbal Masih
Comunicato stampa - 6 Maggio 2009

"Sui Dirigenti Scolastici- spia si sono già pronunciati in tanti, a cominciare dal Sindacato FLCGL che sta raccogliendo firme su di un documento che inizia ‘io educo, non denuncio’ per finire con il Presidente della Camera Fini. L’obbligo di denuncia dei genitori irregolari di alunni, oltre ad essere un obbrobrio etico, mette l’Italia al di fuori delle norme europee che prevedono il diritto all’ istruzione per i minori, indipendentemente dalla provenienza e dalla regolarità del permesso di soggiorno delle famiglie."

Lo dichiara in un comunicato stampa Simonetta Salacone,dirigente scolastica della scuola “Iqbal Masih che prosegue: "Propongo , invece, a questa destra al governo di rilanciare il ruolo delle scuole come primo e fondamentale presidio di sicurezza. Nelle scuole, infatti, si realizzano situazioni di integrazione ed educazione di bambini e adolescenti di diversa provenienza culturale e geografica. Quindi, anziché mortificarle con tagli feroci, valorizziamo il ruolo delle scuole e forniamo loro gli strumenti e il personale per realizzare al meglio tali interventi. Spieghiamo al Ministro Gelmini che per operare in favore dei bambini di diverse provenienze e culture servono tempi distesi e organico funzionale. Spieghiamole ancora che le scuole sono strumenti fondamentali per omogeneizzare le culture in tutti i territori e che eliminare scuole vuol dire abbassare il livello di qualità della vita sociale sia nelle grandi città che nei piccoli centri. Le scuole dovrebbero essere luoghi accoglienti, con spazi attrezzati e arredati in modo personalizzato e ricco e dovrebbero essere aperte oltre l’orario scolastico, fino a tarda sera . Delle scuole dovrebbero appropriarsi i cittadini dei quartieri per realizzare incontri, dibattiti, percorsi culturali e di formazione lungo tutto l’arco della vita, ma anche attività artistiche e culturali varie.

"Altro che ronde! – conclude Simonetta Salacone – E’ in questo modo che si restituisce a tutte le persone la dignità del proprio ruolo di cittadinanza attiva e si favoriscono le situazioni di incontro, conoscenza, collaborazione ed aiuto, che sono il presupposto per fare di un agglomerato di individualità e culture separate una società integrata e solidale. E’ così che si chiamano tutte le persone di buona volontà a contribuire per innalzare la qualità della vita e, di conseguenza, la sicurezza per tutti."


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