

La questione tra Rivera ed il Vaticano rischia di mettere in secondo piano i temi del concertone e della festa dallo slogan “l’Italia riparte dal lavoro”
1- Andrea Rivera e Claudia Gerini 2- I leader dei Sindacati 3- Il popolo del Concerto 4- Paolo Rossi. Foto di Gabriele Forzano-Gmt
C’erano diverse centinaia di migliaia di persone a Piazza San Giovanni in Laterano per il Concerto del Primo Maggio 2007, venute a Roma da tutta Italia per assistere all’eccezionale kermesse che anche quest’anno è stata organizzata per festeggiare i lavoratori: quelli che hanno la fortuna di avere un contratto a tempo indeterminato, quelli a tempo determinato, quelli precari, e anche quelli che di lavoro sono morti.
I recenti fatti di cronaca hanno portato nuovamente all’attenzione del pubblico il problema delle morti bianche e della sicurezza sul luogo di lavoro. Ogni anno mediamente il 6% dei lavoratori italiani subisce un incidente lavorando. Si tratta di quasi un milione di incidenti di diversa natura e gravità, dei quali circa 600 mila con esiti di inabilità superiore a tre giorni, oltre 27 mila determinano una invalidità permanente nella vittima, e più di 1.300 ne causano la morte. Ciò equivale a dire che ogni giorno tre persone perdono la vita per disgrazie legate alla propria attività lavorativa.
Tutte le piazze alle prese con i festeggiamenti hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime degli incidenti sul lavoro e il Presidente della Repubblica, nel suo discorso, ha auspicato una maggiore attenzione da parte dei datori di lavoro alle norme di sicurezza nonchè al trattamento economico e contrattuale.
Lo slogan scelto per il 2007 è stato: “l’Italia riparte dal lavoro” e questo sarebbe dovuto essere in effetti l’argomento centrale di questa giornata, la tematica intorno alla quale discutere e confrontarsi, invece la sera stessa e il giorno seguente si è parlato degli atti di vandalismo sui treni effettuati da qualcuno che, pare, non avesse voglia di pagare il biglietto, delle minacce ricevute da Mario Segni (che si trovava in piazza San Giovanni per la raccolta di firme per il referendum sulla riforma elettorale), perfino le battute e le constatazioni di uno dei conduttori, Andrea Rivera, hanno destato un clamore inusitato solo perché rivolte all’indirizzo delle istituzioni ecclesiastiche.
Insomma, gli eventi che hanno tolto spazio alla questione centrale sono stati più di uno e questo concerto del Primo Maggio non ha festeggiato niente di buono eccetto i 50 anni del rock in Italia.
Nonostante le bizze del tempo la folla è rimasta in piazza fino alla fine del concerto lasciandosi emozionare dal ricchissimo cast artistico del concerto. Sul palco si sono alternati Daniele Silvestri, Irene Grandi, i Pfm, i Nomadi, i Tiromancino, Carmen Consoli e Loredana Bertè e l’indimenticabile Chuck Berry. I Casino Royale, i Velvet, gli Afterhours, i Bandabardò, Enzo Avitabile, gli Africa Unite, Tullio De Piscopo, Apres La Classe, Avion Travel, Le Vibrazioni e Riccardo Sinigallia hanno fatto dimenticare la stanchezza ai moltissimi spettatori.
Tra i momenti clou della serata, il ricordo di Rino Gaetano affidato ad una band composta da Paolo Rossi, Marco Conidi, Andrea Rivera e dal nipote di Rino, Alessandro Gaetano, che canteranno ‘Il cielo è sempre più blu’ e una performance del gruppo di Mauro Pagani.
Ognuno ha fatto ritorno a casa con il ricordo di una bella giornata della quale forse non tutti hanno capito il senso, anche se il Colosseo è rimasto illuminato per ricordare le vittime degli incidenti sul lavoro.
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