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Progetto Real times Roma ovvero traffico sotto controllo

Tutti gli spostamenti di gruppo saranno monitorati per offrire agli utenti la precisa situazione della viabilità

Si chiama Real times  Rome il progetto disegnato per la nostra città dal  MIT di Boston (Massachusetts Institute  of  Technology).  Nato qualche mese fa dall’accordo tra l’Istituto americano, l’Assessorato alla mobilità del comune di Roma, l’Atac, Telecom Italia, Google e la cooperativa taxi Samarcanda, il progetto è stato presentato in anteprima alla  Biennale di Venezia. Nell’occasione sono state mostrate alcune immagini registrate lo scorso luglio a Roma durante i festeggiamenti per i mondiali di calcio più altre che hanno ripreso, a settembre, il “giocoso” traffico della quarta notte bianca.


Cos’è questo Real times Roma?  Proviamo a spiegarlo.


Una grande mappa animata  (ricordate Blade runner?) mostrerà in tempo reale, via satellite e attraverso cellule telefoniche, tutti i movimenti dei cittadini e dei turisti che a piedi, sui mezzi pubblici o in macchina saranno in giro per le strade di Roma nell’arco delle 24 ore.


Scopo del progetto è quello di far conoscere al cittadino, una volta a bordo della sua auto, la situazione del traffico della capitale, per evitare ingorghi e percorrere strade meno intasate o comunque più scorrevoli. Sperando che il “saggio” utilizzo della mappa porterà le persone ad esercitare un maggiore controllo sul proprio ambiente e a fare scelte più “informate”. Senza contare che, nel peggiore dei casi, le istituzioni potranno facilitare l’evacuazione della città in caso di emergenza.


Attraverso il software fornito dal MIT di Boston, quindi, si potrà disporre di un’immagine dinamica di tutti i flussi di spostamento, ma su questo punto è stato lo stesso Assessore alla mobilità a “frenare”. Infatti, precisa Calamante, “noi monitoreremo solo i flussi aggregati  e non i singoli spostamenti, ciò per  tutelare la privacy del cittadino”. Per fortuna!


A Paolo Ratti, direttore del progetto del MIT, che aveva già sperimentato con successo il progetto su scala ridotta a Saragozza e Graz, il  “merito” di aver  orientato su Roma la scelta decisiva.


Le piante del Falda  (XVII secolo) e quelle del Nolli  (XVIII secolo) avevano, in un certo senso, dato l’abbrivio alla cartografia moderna. “Le mappe del futuro –dice Ratti- saranno enormi database dai quali estrapolare frammenti a seconda delle proprie esigenze, proprio come si fa su internet”.


Intanto, mentre sembra che il Campidoglio stia già studiando i sistemi di installazione dei  maxischermi sui quali romani e turisti potranno scegliere se passare la serata in quartiere o in un altro, non è dato ancora sapere né costi né tempistiche del progetto.


Truman show, produzione hollywoodiana, è costato milioni di dollari, ma lì il controllato era uno solo.  

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