Categorie: Sociale e Handicap
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Progetto Roxanne

La preoccupazione della Azuni(SEL) e Durastante (PD) per lo smantellamento dei servizi

Rumors, non smentiti dal Comune di Roma, preannunciano la chiusura del piano Roxanne, avviato 11 anni anni fa dal Comune per il recupero e la tutela delle donne vittime della tratta.
"Se ciò fosse vero – dichiara la consigliera Maria Gemma Azuni di Sinistra, Ecologia e Libertà – lascia a dir poco esterrefatti la notizia in considerazione della valenza, riconosciuta a livello nazionale e mondiale, del piano messo in campo per accogliere le vittime, alcune minorenni dell’odioso sfruttamento perpetrato ai danni di donne umiliate, offese, maltrattate, vittime per lo più di organizzazioni criminali.

In questi anni – prosegue la Azuni – in collaborazione con le Forze dell’ordine sono stati raggiunti considerevoli risultati: sono state accolte donne che hanno trovato il coraggio di uscire dal racket della prostituzione avviandole a dei percorsi di integrazione. Sono in corso progetti riguardanti centinaia di donne ai quali vanno date delle risposte e mantenute delle promesse.
Un eventuale definanziamento del piano o l’abbandono in toto del progetto sarebbe un atto politico gravissimo in contrasto nettissimo con le ventilate e sbandierate posizioni dichiarate dal Sindaco in materia di inclusione, protezione , accoglienza di soggetti sfruttati sessualmente.
Accanto alla solerzia messa in campo attraverso le ordinanze contro la prostituzione altrettanta solerzia sia adottata per la tutela e l’inclusione delle vittime.
Vigilerò e promuoverò, come donna, ogni iniziativa possibile per garantire ad altre donne la ricostruzione del loro futuro". 

Preoccupazione espressa anche da Domenico Durastante, consigliere Pd del municipio XII.  "Il Comune – afferma Durastante – sta via via smantellando la rete sociale della nostra città. Dopo la protesta dei sert, oggi è il turno di Roxanne. Non solo il Comune chiude i cordoni della borsa, ma chiede alle cooperative di individuare linee alternative al progetto Roxanne. La lettera del dipartimento parla chiaro, i fondi non ci sono più, ma le cooperative devono occuparsi, a partire dalla prossima settima, di trovare percorsi alternativi".

"Il Comune dovrebbe considerare che chiudendo Roxanne, lascerà le forze dell’ordine e l’Ufficio Immigrazione senza una valida spalla nel contrasto ai fenomeni della prostituzione e della tratta. Con la chiusura del progetto, il comune sta mandando in fumo il lavoro di tante persone, considerato che le donne che usciranno dal programma di protezione Roxanne si troveranno di nuovo vittime dei loro aguzzini. Mi chiedo se il Sindaco Alemanno, conosca politiche della sicurezza diverse da quelle della repressione."

 

 

(Gruppo Misto)

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