

Andrea Rivera in scena al piccolo Eliseo dal 16 al 21 gennaio
C’era una volta a Trastevere un ragazzo con i capelli scompigliati che, con la chitarra e i suoi versi irriverenti, catalizzava l’attenzione del popolo notturno di Roma. Dopo tre anni passati a fare l’artista di strada, usando il teatro canzone per denunciare tutto quello che non leggiamo sui giornali perché "scritto in trafiletti laterali troppo piccoli" e analizzando le mode dei passanti annoiati dal solito sabato sera, Andrea Rivera ha aperto un nuovo canale comunicativo con il pubblico delle notti romane. Chi abitualmente girovaga i vicoletti tra Piazza Belli e Piazza Trilussa ha certamente provato la curiosa sensazione di essere tanto improvvisamente quanto inaspettatamente catapultato dentro un ideale palcoscenico che le persone, strette intorno al cantastorie, creano con i loro corpi. Trovarsi al centro della scena in piena esibizione (dopo aver faticosamente attraversato una barriera umana nella convinzione che si tratti della solita calca del sabato sera) crea una sensazione di malcelato imbarazzo. A coronare il momento arriva una simpatica battuta che Andrea dedica ai nuovi protagonisti dello show che, sommersi dalle risate, fuggono imbarazzati dal centro della scena. Tuttavia non si può fare a meno di restare a guardare cosa accadrà alla prossima persona e a quella successiva, fino a quando il sopraggiungere di un rappresentante delle forze dell’ordine non intima lo sgombero del suolo pubblico. La platea si dissolve, un po’ tristemente per la fine dello spettacolo, ma felice di aver riso di gusto.
Il teatro canzone è uno strumento espressivo legato alla teatralità, alla parola e alla musica. Un’alternanza di monologhi e canzoni. E’ una lega di metalli diversi, un genere fatto di generi che alla fine scompaiono come tali per fondersi all’alta temperatura dell’attualità, del qui e dell’oggi, in un linguaggio teatrale nuovo.
Giorgio Gaber l’aveva inventato insieme a Sandro Luporini per caso e per necessità, rispondendo all’esigenza di essere più libero in un dialogo durato trent’anni con il suo pubblico. In questo senso si può pienamente definire Andrea Rivera l’erede spirituale del “Signor G”, come evidenziato anche dal prestigioso riconoscimento che il Festival dedicato a Giorgio Gaber ha voluto tributargli.
Negli ultimi tre anni Andrea Rivera ha collaborato al programma di Serena Dandini “Parla con me” e dal 16 al 21 gennaio 2007 porta in scena, al Teatro Piccolo Eliseo di via Nazionale, “Prossime aperture”, uno spettacolo che ripercorre la carriera di Rivera anche attraverso filmati che lo riprendono in azione proprio a Trastevere, alle prese con passanti, turisti e 26 denunce per “disturbo della mente pubblica”. “Qualche anno fa Costanzo mi ha cercato”.
Invece no, meglio la strada ( concretizzazione delle parole di Gaber: “ C’è solo la strada su cui puoi contare / la strada è l’unica salvezza ” ). Ma la coscienza suggerisce “Andrea, ora sei diventato un comico!” “ Sì, ora posso pubblicare il cofanetto con il libro e il dvd e distribuirlo anche in edicola…! ”
Un uomo, la sua chitarra (una Maton australiana) e la coscienza (una Lisa Lelli Toscana); tra monologhi, video-interviste (“ piacere sono Paul, exit Paul”) e canzoni ce n’è decisamente per tutti, dagli operai di oggi (“molti di voi non hanno più la coscienza di classe… però vogliono la classe A senza coscienza….”) ai politici (“caro compagno ti sei mangiato i nostri ideali altro che i bambini..”) alle subrettine dalla carriera facile (“vedrai cara dopo tre films imparerai la dizione”) sino a cercar di capire se la libertà ormai l’abbiamo rinchiusa in un salario o se la vera felicità è riscoprire la visione infantile di un mondo “ dove il cavaliere sia inesistente e dove non ci sia una lega, ma 20000 leghe… si… ma sotto i mari…”.
Biglietti: posto unico 15 euro – ridotto 10 euro
Via Nazionale 183 tel. 06 4882114 / 06 48872222
www.teatroeliseo.it
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