Categorie:
Municipi:

Protesta e proposta per i concerti al Villaggio Globale

E' possibile rendere più vivibile l'esistenza dei residenti?

Tornando da un viaggio di lavoro, ho trovato affisso nella portineria del palazzo un invito per il 28 giugno 2007 da parte del Villaggio Globale (il centro sociale collocato a Testaccio) a un confronto aperto con i residenti del quartiere sulla nota e annosa faccenda dei concerti definiti dal Villaggio Globale come rari e tutto sommato sopportabili in ragione dei numerosi benefici che da questi spettacoli deriverebbero al quartiere.

Io ho già intentato, in passato, la mia battaglia contro questi concerti e ho seguito le vie più “regolari”: il Municipio e l’Ufficio controllo dell’inquinamento acustico. Ho avuto numerose risposte, telefoniche e scritte, ma nessun risultato concreto.

Pare, infatti, che contro questo Villaggio Globale non si possa andare visto che rappresentano il nostro modo di essere tolleranti e comprensivi nei confronti di una scelta sociale diversa da quella dei benpensanti (come mi duole inserirmi in questa categoria di persone…!).
Ma la cosa che davvero mi ha irritata è che nel volantino del Villaggio Globale si chiede, a noi residenti del quartiere, di portare pazienza e accettare un servizio offerto a tutti quei giovani che, grazie ai prezzi popolari praticati, possono frequentare il locale e fare un po’ di sana musica.

Non entro nel merito di quello che accade dentro il Villaggio Globale durante i concerti: fate una passeggiata da queste parti al mattino dopo…

Il problema che sottopongo alla vostra attenzione riguarda il volere condurre la discussione utilizzando due concetti che sono molto diversi fra loro: da una parte il servizio offerto a prezzi popolari, dall’altra il nostro disagio di notti insonni con rumori assordanti e ansiogeni che fanno tremare i vetri delle finestre.

Questo ancora una volta dimostra come da parte delle persone che gestiscono il Villaggio Globale, e che lo frequentano, non vi sia alcun rispetto per la persona umana.
Si può accettare il dialogo se si parla in modo logico, mettendo a raffronto concetti omogenei: volete fare musica? Allora abbassate il volume e smettete all’una di notte (e non alle 5 del mattino)!
Quanto al prezzo, fatelo come vi pare! perché a me che voglio dormire (visto che al mattino mi alzo presto e guido la macchina per andare al lavoro…) non reca alcun vantaggio il fatto che sia più basso di quello di altri locali!

Viaggio molto per lavoro e frequento molte città, sia del nord che del sud, sia grandi che piccol: tanto laissez faire come si vede qui a Roma non l’ho visto mai.
Porta Portese e il Testaccio dovrebbero far parte di quartieri storici, vanto della città. Non solo sono abbandonati a loro stessi (pochissimo controllo delle forze dell’ordine e condotto con molta e dichiarata paura di ricatti…): adesso sono anche sede di un campo nomadi.

È possibile avere un incontro con il Presidente del nostro Municipio?
Ovviamente un incontro con l’intenzione, da ambo le parti, di affrontare e risolvere i problemi, perché di parole di conforto ne abbiamo ricevute tante…

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

Francesca Maniscalco

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento