Pup extension

Alemanno allarga il raggio di pertinenzialità del Piano Urbano Parcheggi

Il 14 luglio scorso il commissario straordinario alla mobilità Sindaco Alemanno ha, con apposita ordinanza, allargato il raggio di pertinenzialità relativo ai Pup: da 500 a 1000 mt. Ciò significa che i cittadini aventi diritto ad acquisire un box per 90 anni possono risiedere fino ad un km. di distanza dal Pup medesimo.

Il provvedimento è stato preso per facilitare la vendita, che risulta essere sempre più ardua, di questi posti auto. In precedenza già in diverse occasioni, in vari quartieri della città, si era allargato il raggio di pertinenzialità del Pup là dove i box rimanevano invenduti. In X Municipio, come è noto, è successo per il Pup di via S. G. Bosco.
In alcuni casi l’allargamento è stato massimo e ha riguardato possibili acquirenti residenti addirittura nell’ambito della cerchia cittadina compresa dentro l’anello ferroviario.
Ma per stare all’estiva ordinanza di Alemanno c’è da dire che l’allargamento chilometrico è direttamente proporzionale al mancato raggiungimento dello scopo per cui sono state pensate queste opere oltre 20 anni fa.
Infatti chi abita a 1.000 mt. dal box, se lo acquista, difficilmente lo fa per metterci la propria auto. Tanto meno chi, avendolo acquistato in un dato quartiere, abiti in un altro, o addirittura in un Municipio diverso. Di solito diventano spazi che vengono utilizzati per altri scopi: magazzini, cantine e altro ancora.

L’estensione della pertinenzialità equivale pertanto ad una dichiarazione di fallimento del Pup. Le macchine che dalla superficie delle strade limitrofe avrebbero dovuto calarsi nel sottosuolo rimangono là dove erano. Anzi buona parte non ci rimangono proprio perché, come si sa, il Pup riduce gli spazi di parcheggio libero in superficie. E non solo oggettivamente ma anche soggettivamente, perché i progetti fatti dalle medesime concessionarie tendono a sistemare la superficie del Pup limitando oltremodo i posti auto liberi per costringere i residenti ad acquisire i box. Per questo i Pup vengono aspramente contestati dai cittadini soprattutto nei quartieri densamente edificati.

Nella medesima ordinanza il Sindaco Alemanno viene incontro alle imprese concessionarie dei Pup aumentando le rate per il versamento degli oneri concessori e differenziandole nel tempo. Insomma si cerca di salvare in tutti i modi gli interessi delle ditte costruttrici ma così facendo si nega alla radice la mission, per così dire ambientale, del parcheggio interrato.
Naturalmente i Pup a Roma non li ha adottati Alemanno. Il Piano urbano parcheggi risale a Carraro ed è stato largamente implementato da Rutelli e Veltroni. E’ una storia che dura da 20 anni e che già da diverso tempo mostra la corda. La giunta attuale avrebbe dovuto e potuto, in base all’esperienza maturata, rivedere il Piano. Invece lo ha assunto acriticamente addirittura ampliandolo; e ora un po’ in tutta la città i residenti che ne vengono investiti lo rigettano. Le proteste e le contestazioni che negli scorsi anni erano episodiche e localizzate ora sono talmente cresciute che hanno dato vita alla formazione di un coordinamento cittadino No Pup molto attivo, preparato e combattivo.

In X Municipio il 12 novembre scorso si è svolta un’assemblea pubblica indetta dalla Comunità Territoriale in cui i cittadini interessati hanno potuto confrontarsi proficuamente con il delegato comunale ai Pup Aurigemma e il Presidente del Municipio Sandro Medici. Il primo ha dimostrato disponibilità a ridiscutere il piano riguardante il territorio solo sulla base di regole certe uguali per tutti. Il secondo, pur lamentando il danno di una perdita degli oneri concessori, ha preso impegno a portare in Consiglio la proposta di una sospensione totale di queste opere.

La consapevolezza che sui Pup occorra fermarsi e aprire una riflessione critica si sta facendo faticosamente strada fra e dentro le forze politiche municipali, anche se con grande ritardo e in modo stentato, del tutto inadeguato alle necessità e all’urgenza. E’ la mobilitazione dei cittadini che spinge in questa direzione. Tuttavia continuano a fare schermo le solite speculazioni propagandistiche, le inossidabili certezze dogmatiche sulla bontà dei Pup, i tatticismi incomprensibili di alcune forze politiche sulla testa dei cittadini.
Pd e Pdl municipali, per esempio, avevano presentato nel luglio scorso due documenti che, pur diversi nelle motivazioni, se approvati, avrebbero posto al Sindaco Alemanno il problema di rivedere e ridiscutere i Pup programmati nel Municipio restituendo serenità ai cittadini direttamente coinvolti. La discussione fu sospesa su proposta di un consigliere del Pdl, seguito a ruota da tutto il Pd a dal resto della maggioranza di centrosinistra meno Rifondazione comunista-Fds. Il pretesto: dare la precedenza al dibattito sul Bilancio. Il termine “sospensione” significava che se ne sarebbe discusso dopo. Un dopo che non è ancora arrivato. Anche qui Pup extension.

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