

Un caso di scuola: il Pup di via Nobiliore e i parcheggi pubblici di via Papiria
Lungo via Papiria e via Santi Romano corre il confine fra Decimo e Settimo Municipio. Tutta l’area del futuro Parco archeologico di Centocelle appartiene a quest’ultimo. Di qua i grandi palazzoni intensivi del quartiere Don Bosco, di là il verde del Parco. Vincolato ma ancora di proprietà privata (Fintecna, fratelli Toti, Santarelli).
In una parte di quel verde il progetto di assetto del Parco prevede la realizzazione di parcheggi pubblici a raso propedeutici alla fruizione dell’area archeologica e ambientale. E’ da molti anni che i cittadini dei palazzoni di via Papiria e Santi Romano chiedono la realizzazione di quei parcheggi. Le strade circonvicine, e in generale tutto il quartiere, sono ormai all’esaurimento di ogni posto auto.
In alcune strade, come via Mazzoccolo, la notte si parcheggia in doppia fila e “a folle” per consentire la mattina l’uscita di chi ha avuto la fortuna di parcheggiare regolarmente. Il recupero dello square di via Marco Fulvio Nobiliore dove c’era il mercato ha dato, otto anni fa, un breve sollievo al bisogno di posti auto con la realizzazione di un parcheggio a raso di circa 250 posti effettivi. Ora con la costruzione del Pup di 270 box pertinenziali quasi l’80% di quei posti scompariranno. Anche per l’effetto della riqualificazione dell’area in superficie che prevede il completamento dell’attuale pista ciclabile.
La pista è in via di rifacimento perché finora è stata meta privilegiata delle deiezioni canine. Dovrebbe al fine congiungere i due Parchi: Acquedotti e Centocelle. La realizzazione del Pup privè, come era facile immaginare, ha acutizzato la richiesta dei cittadini e del locale Comitato di quartiere dei parcheggi pubblici di via Papiria. I residenti cosiddetti pertinenziali, quelli cioè a cui dovrebbe essere riservata l’opzione di acquisire il box, infatti, non sono gente facoltosa. Molti sono anziani, e tutti hanno dovuto sobbarcarsi recentemente il mutuo per l’acquisto delle abitazioni cartolarizzate degli enti pubblici. Insomma la situazione sociale è simile a quella di via San Giovanni Bosco, dove, non a caso, un certo numero di box è rimasto pertinenzialmente invenduto. E lì erano solo 160. Per questo i parcheggi di via Papiria sarebbero la soluzione giusta e anche più equa. Insieme all’offerta privata del Pup si affiancherebbe anche l’offerta pubblica, dando a tutti la libertà di poter scegliere in base alle proprie condizioni economiche e alle proprie scelte di vita. Un classico dell’economia sociale di mercato. Un bene, direbbero socialisti, democratici, cattolici sociali, liberali avveduti e destra sociale, un orrore, invece, per i neoliberisti di tutte le venature, soprattutto i neofiti, per i quali il mercato funziona solo se, come “selva selvaggia e aspra e forte”, produce darwinismo sociale e il più forte prevale sul più debole.
Nel caso concreto secondo questi neoliberisti da strapazzo altro che parcheggi a via Papiria, meglio molto meglio evitare la concorrenza del pubblico se no come si costringe la gente a comprare?
Ma chi, nel caso specifico, dovrebbe e potrebbe oggi, non avendolo fatto le precedenti amministrazioni, intervenire per creare una situazione socialmente virtuosa? L’unico è il Sindaco Alemanno che, in qualità di commissario straordinario, può procedere all’esproprio per pubblica emergenza e utilità della fascia di terreno necessaria al parcheggio e che non ricade nel territorio del X Municipio. Oppure tentare la via di un accordo bonario con i proprietari in vista del futuro esproprio per il completamento del Parco archeologico. Ed è per questo che il Comitato di quartiere si è rivolto a lui già nel dicembre del 2008 e anche recentemente.
Gli abitanti interessati agli effetti del Pup avrebbero doppiamente diritto all’intervento urgente del Sindaco, che finora ha fatto, è il caso di dire, orecchie da mercante, perché nei 270 box previsti ci sono entrati anche gli 80 progettati in via Pelizzi e i 50 destinati a via Tarquinio Collatino. Le due società, Green park soc. coop.va a r.l. e Easypark s.r.l., infatti, che avrebbero dovuto costruire quei Pup sono state compensate in via Nobiliore dove fino al 2006, stando al VII Dipartimento del Comune, non era previsto alcun intervento. E già che si doveva compensare i mancati guadagni delle società proponenti si è pensato bene di aggiungere altri 140 box.
Sarà in grado il Sindaco di liberarsi dai condizionamenti delle società costruttrici? Sarà in grado di rimanere fedele alla sua vocazione di “destra sociale? Vedremo. L’assessore comunale alla mobilità Marchi aveva promesso tre settimane fa un confronto con i cittadini. Ma da allora non si è più fatto sentire. In compenso continua la propaganda del suo partito, il PDL, che dopo aver votato il Pup compresa la sistemazione in superficie della pista ciclabile oggi, come risvegliato dai sali delle imminenti elezioni, dice di non volerlo. Cosa non si fa per un pup di voti!
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