

ulla proposta del consigliere Di Giacomo (Pdl) di sospendere la discussione il Pdl si divide e il PD l’approva confermando la sua propensione alla realizzazione dei Pup
"Facite ammuina”, è la celebre espressione popolare napoletana che vuol dire far confusione o, meglio, fare finta. Pare che fosse in uso nel regolamento del 1841 nella marina borbonica. Ma la cosa non è sicura. Qualcuno dice che sia stata un’invenzione dei Piemontesi per denigrare l’esercito di Franceschiello. “All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta …”.
Fare “ammuina” corrisponde perfettamente alla politica odierna, uniformata ai canoni della spettacolo televisivo di quart’ordine infarcito di fiction e di reality al posto della realtà delle cose; una politica fatta di immagine più che di fatti concreti, di manovre e contromanovre, di giravolte esibite senza alcuna coerenza basate solo sulla convenienza elettoralistica del momento e in cui i problemi dei cittadini vengono nel merito sistematicamente ignorati.
Quello che ormai da diverso tempo sta accadendo in Decimo Municipio sulla spinosa questione dei Pup riassume al meglio sia le fiction che i reality televisivi lungo una soap opera che si arricchisce via via di episodi sempre più smaccati e malinconici, immancabilmente e noiosamente prevedibili.
L’ultima puntata è andata in scena l’8 luglio nella seduta del Consiglio municipale. Erano stati preannunciati due documenti: una risoluzione della maggioranza di centrosinistra (PD, Api e Sinistra arcobaleno) in cui si chiedeva “di annullare tutti gli interventi previsti dall’Ordinanza Sindacale n.129 del 28 novembre 2009 presenti rispettivamente negli allegati B-C-D-H, riguardanti il territorio del Municipio Roma X” e una mozione dell’opposizione PDL che reclamava “la delocalizzazione e/o l’espunzione del PUP di viale Giulio Agricola e di tutti i PUP previsti nel X Municipio fino a quando per ognuno di essi verranno attivati i processi (di partecipazione dei cittadini n.d. r.) di cui sopra”.
Praticamente in ambedue i documenti si chiedeva, con motivazioni diverse, al Sindaco, che è anche Commissario straordinario alla mobilità, di azzerare i Pup previsti dalle ordinanze sindacali di Veltroni successivamente recepite da Alemanno nel territorio del X Municipio.
La cosa era stata accolta con generale soddisfazione dai cittadini interessati ai nascenti Pup considerati inutili e dannosi delle vie Giulio Agricola, Fulvio Nobiliore e Titto Labieno di cui si è diffusamente raccontato nei mesi scorsi su questo giornale.
La Comunità Territoriale, i Comitati di quartiere interessati e i comitati dei residenti sorti proprio per contestare queste opere avevano già richiesto una moratoria su tutti i Pup previsti nel territorio del Municipio sui quali sia le amministrazioni comunali di centrosinistra e centrodestra di Veltroni e Alemanno sia quella municipale di centrosinistra presieduta da Medici non avevano mai accettato di attivare la partecipazione dei cittadini all’informazione e consultazione.
Solo la vicenda disgraziata e selvaggia del taglio dei platani il 12 maggio scorso a via Giulio Agricola con la rivolta dei residenti, il blocco del cantiere, i successivi rimpalli di responsabilità fra le diverse amministrazioni e le inevitabili polemiche partitiche aveva smosso un po’ le acque e le orecchie degli amministratori competenti. O almeno sembrava. Anche il Sindaco Alemanno era venuto a vedere di persona lo scempio compiuto.
Per cui i documenti preannunciati, pur non esprimendosi nel merito nettamente contro i Pup, facevano ben sperare i cittadini che hanno presenziato numerosi alla seduta del Consiglio municipale.
Ma al momento di passare alla discussione e alla votazione degli impegnativi documenti c’è stato il colpo di scena.
Il consigliere del Pdl Di Giacomo ha proposto di spostare a dopo la discussione sul Bilancio quella sui Pup. Subito appoggiato dal gruppo del PD con disappunto e voto contrario di due consiglieri del PDL fra cui il capogruppo Antipasqua e l’astensione del consigliere della Federazione della sinistra-sinistra arcobaleno La Bella da sempre contrario ai Pup. Sonoramente assenti gli altri 5 consiglieri del PDL.
Nei cittadini che hanno assistito all’“ammuina” la speranza si è trasformata in rabbia, delusione e indignazione.
L’episodio ha confermato in modo lampante, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la piena continuità nella politica dei Pup fra le precedenti amministrazioni comunali e quella attuale e che le polemiche fra PD e PDL locali su questo argomento sono per lo più finte e strumentali. Con una differenza: mentre il PD, o per lo meno la sua parte localmente dominante, non perde occasione per confermare la sua assoluta dedizione ai Pup senza se e senza ma e la sua tetragona impermeabilità alle considerazioni dei cittadini interessati, una parte del PDL invece cerca di scaricare la parte di responsabilità del Sindaco Alemanno sul Presidente Medici e le precedenti amministrazioni. Questa volta il gioco si è dimostrato un boomerang perché ha reso palesi da una parte le divisioni che percorrono il gruppo consiliare di centrodestra e dall’altra l’assoluta volontà a procedere con i Pup che ha l’attuale amministrazione di Alemanno. Difetto di comunicazione l’ha chiamato il capogruppo Antipasqua. Assunzione di responsabilità l’ha invece definita il consigliere Di Giacomo. Mentre il capogruppo PD Colasanti ha rivelato in Consiglio che l’adesione alla sospensiva proposta da Di Giacomo derivava dal fatto che poche ore prima l’ing. Musumeci, del Dipartimento Centrale, interrogata su cosa si volesse fare del Pup di G. Agricola, aveva espresso la ferma volontà dell’amministrazione comunale di proseguire nell’opera.
Dal che si deduce che anche la risoluzione di maggioranza nelle intenzioni del PD non era legata al merito della questione ma era solo una ritorsione verso l’agitarsi di una parte dell’opposizione “inaffidabile e poco seria” poco propensa alla chiamata in correo.
Ora si aspetta la nuova puntata: la ripresentazione, visto che il Bilancio è stato discusso, dei due documenti solo rinviati ma non cancellati. All’“ammuina” seguirà un’altra “sceneggiata”? O prima arriveranno le ruspe?
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