

Perché non farla anche a Garbatella?
Nell’ambito del progetto di raccolta differenziata nel Comune di Roma, in alcune zone della Capitale è stato attivato il sistema di raccolta “porta a porta”, anche in utenze domestiche, direttamente presso il domicilio dei cittadini.
“Un’iniziativa di alto profilo – dichiara il Presidente del Municipio Roma XI, Andrea Catarci – perché questo sistema impegna i cittadini a differenziare i rifiuti, migliora la qualità dei materiali raccolti e il decoro delle zone in cui la viabilità o il valore architettonico non sono compatibili con il sistema tradizionale di raccolta dei rifiuti. Verranno recuperati posti auto, sarà incentivata la partecipazione dei cittadini anche attraverso una consistente riduzione della Tariffa Rifiuti Urbani. Espresso doverosamente il mio apprezzamento sul merito, devo con altrettanta convinzione assumere un atteggiamento estremamente critico sul metodo.”
“Vorrei capire – continua Catarci – con quale criterio il Comune di Roma ha scelto certe zone piuttosto che altre, tenendo gli Enti di prossimità e i residenti fuori da ogni processo decisionale. Dopo aver avviato il servizio con un progetto pilota in tre aree periferiche della Città (Colli Aniene, Decima e Massimina), si è decisa l’estensione dell’iniziativa ad altri sei quartieri, sempre con criteri a noi poco chiari. Sembrerebbe che la scelta sia stata determinata dalle caratteristiche di omogeneità urbanistica delle zone individuate, ma francamente, non conosco una edilizia più “omogenea” di quella che interessa un Quartiere come Garbatella. Il caso vuole che Garbatella veda un’alta partecipazione dei cittadini alle scelte dell’Amministrazione ed il loro sentirsi sempre coinvolti non merita l’esclusione da scelte che continuano a venire fuori dal grande cappello a cilindro dell’Amministrazione o seguono meccanismi non condivisi e non condivisibili. Il caso vuole che la storia di Garbatella, la sua cultura, il radicamento nelle tradizioni, la struttura morfologica dei lotti e delle vie, che spesso rendono difficile il passaggio dei mezzi di raccolta, connotano tale Quartiere come un luogo vocazionalmente deputato a tale tipo di sperimentazioni che, ci auguriamo, lo interesseranno al più presto.”
“Certo è che un previo coinvolgimento dei residenti – conclude Catarci – ridurrebbe il lavoro di quella ‘task-force’ chiamata a sanzionare il mancato rispetto dell’ambiente che il Comune ha ritenuto opportuno strutturare, perché rafforzare il senso civico e la collaborazione è sicuramente più efficace di ogni tipo di repressione.”
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