

Giudici(PdL):"necessario ridurre la velocità nei centri abitati per diminuire gli incidenti e dare sicurezza a pedoni e automobilisti. Effetti positivi anche su inquinamento e rumore"
“In Municipio XVI, come sul resto del territorio capitolino, per limitare la velocità delle auto e quindi il pericolo di incidenti stradali, occorre attuare politiche diffuse di traffic calming sul modello di quelle nord europee, installando ausili che assolvono ad una funzione deterrente dell’alta velocità, invitando l’automobilista ad alzare il piede dall’acceleratore in punti in cui pedoni e automobilisti sono particolarmente esposti al pericolo di collisione”. Lo dichiara in una nota Marco Giudici, consigliere e membro della Commissione Mobilità al Municipio XVI (PdL).
“Gli studi statistici sul traffico – prosegue Giudici – hanno dimostrato la piena efficacia del traffic calming non solo sotto il profilo della velocità, che ridotta di 10 km/h comporta la diminuzione del pericolo di incidenti stradali fino al 50%, ma anche della efficienza dei servizi di emergenza in transito, del flusso del traffico, della riduzione dell’inquinamento acustico e ambientale e del gradimento da parte della cittadinanza. Quest’ultima infatti, nei paesi dove il traffic calming è stato attuato, ha preferenze per le rotonde, i dossi, i rialzamenti su strisce pedonali, le curve sinusoidali, i marciapiedi ad ampio raggio e le chicane. Tuttavia, ognuno di questi ausili deve essere confacente alle esigenze del traffico ed alle caratteristiche della strada, altrimenti sussistono impedimenti tecnici e normativi alla loro installazione. Per ovviare a tale limite ed al fine di individuare le soluzioni ottimali, presto presenterò una proposta in commissione mobilità del Municipio XVI per studiare il problema e dare concretezza a queste proposte in aree del territorio municipale particolarmente esposte al rischio di incidenti”.
“Infine, a fronte del deficit organico dei Vigili Urbani, particolarmente rilevante nel nostro municipio, e per non gravare troppo sulle martoriate casse della capitale, le prime soluzioni percorribili, efficaci ed economiche, sono individuabili oltre che nell’installazione di piccole opere o nel tracciamento di strisce pedonali bianche con contorni blu, anche nell’istituzione delle zone 30, chiamate così per il limite di velocità imposto a 30 km/h, e nei cartelli di controllo elettronico della velocità che, quando l’unico autovelox mobile a disposizione al XVI Gruppo non viene collocato, assumono una funzione di spaventapasseri”.
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