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Record di presenze nei musei comunali

L’offerta culturale a Roma non si è fermata nemmeno a ferragosto

Il lungo ponte estivo a Roma si segnala per il record di visite nei musei civici e nei siti archeologici. E’ lo stesso assessore alla cultura Gianni Borgna, dopo il “blitz” di ferragosto effettuato in alcuni musei comunali per verificarne afflusso e funzionalità, a rendere noti i risultati 2006. Eccoli.


I Musei capitolini e il Vittoriano, con oltre 40 mila presenze, abbattendo persino quelle registrate nello stesso periodo dell’anno giubilare, si confermano in cima alle preferenze dei visitatori.


Da sabato 12 a martedì 15 (escluso il lunedì), i Musei capitolini sono stati visitati da oltre 6.000 persone (2.000 il solo giorno di ferragosto), mentre l’Ara Pacis ha cogntato 3.000 visitatori. Bene anche il Museo di Palazzo Braschi (1.200 visitatori)  e Villa Torlonia, con la Casina della Civetta e il Casino Nobile (anche qui 1.200 presenze) . Mancano i dati sulle Scuderie papali, ma a giudicare dal “serpentone” di 150 metri che il giorno di ferragosto si snodava lungo via Ventiquattro Maggio, la  performance del museo è stata sicuramente da record.


Tuttavia la vera  “sorpresa” è venuta da quegli spazi espositivi minori che, rispetto all’anno scorso, hanno addirittura raddoppiato i visitatori. E’ il caso dei due piccoli musei all’interno di Villa Borghese: il Museo Pilotti  e il Museo Canonica. Quest’ultimo, finora sconosciuto anche ai romani, conserva le opere dello scultore e musicista piemontese Pietro Canonica (1869-1959), con dipinti dell’ottocento piemontese e arazzi  fiamminghi. Raddoppio di presenze anche per il Museo Napoleonico e il Museo di Roma in Trastevere.


“Il successo di pubblico – ha detto Borgna –  è dovuto ad un’offerta culturale mai chiusa, nemmeno nel giorno più festivo dell’anno”. Ma, aggiungiamo noi, è dipeso soprattutto dalla programmazione di eventi di assoluto livello. Pensiamo infatti che per i 1.200 visitatori di Palazzo Braschi, di solito ingiustamente “snobbato” da turisti e non, sia stata decisiva la mostra  delle opere di Cartier Bresson. E sembra che stavolta il pubblico si sia persino accorto dell’archivio fotografico comunale e del gabinetto comunale delle stampe annessi allo stesso Palazzo che, con le sue 30 mila stampe e disegni dal XVI al XX secolo (da Piranesi a Pinelli, a Rossini e Thomas), costituisce la più esaustiva fonte iconografica sulle trasformazioni della città.


Sulla scia di questa straordinaria partecipazione di pubblico, Veltroni ha voluto sottolineare che “Roma è città internazionale che vive 365 giorni l’anno”.


I fatti fin qui gli danno ragione. Ma l’immagine della città vuota a ferragosto, in cui tutto si ferma e niente funziona appartiene davvero al passato?


Intanto è già attesa per la prossima sfida: la notte bianca del 9 settembre.

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