

Le dichiarazione del Presidente Bellini e del consigliere Santori del XVI municipio
"Non lontana la chiusura"
”La chiusura del Residence Roma di via Bravetta 415 – ha dichiarato il 20 settembre Fabio Bellini presidente del XVI Municipio – ha caratterizzato l’impegno della nostra amministrazione in questi anni e oramai è un obiettivo irrinunciabile e non troppo lontano. Lo smantellamento della struttura, annunciato alla comunità anche da parte dell’amministrazione, dovrà però avvenire senza creare altra emergenza sociale, che produrrebbe di fatto il mantenimento in vita del residence in condizioni ancora più degradate.
I cittadini non vogliono più una struttura che crea disagio a Bravetta, sia per chi vi abita sia per chi risiede nel quartiere. E’ però inaccettabile che le persone siano costrette a vivere in condizioni igienico-sanitarie assai precarie. Di questo ci siamo fatti carico segnalando la questione sia all’amministrazione comunale sia alla proprietà”.
"Nessun segnale arriva dall’Amministrazione"
“Il degrado urbanistico, ambientale e strutturale che attanaglia il Residence Roma – ha dichiarato Fabrizio Santori consigliere di AN del XVI municipio – è la pesante eredità lasciata dalle giunte di centrosinistra”.
“È ormai allarme igienico sanitario non più sostenibile anche per le ultime 100 famiglie in assistenza alloggiativa abbandonate dal Comune di Roma nella struttura ormai fatiscente e ai limiti della vivibilità – denuncia Santori – le parti comuni infestate da topi e l’immondizia lanciata dalle finestre delle palazzine contribuiscono al degrado che ha ormai raggiunto livelli indegni per una società civile”.
“I residenti del quadrante Bravetta sono esasperati, il Residence rappresenta la preoccupazione principale di un quartiere che ormai ha perso ogni speranza di miglioramento – prosegue la nota – lo stato di abbandono e il focolaio esplosivo che rappresenta la struttura-ghetto voluta dal Comune di Roma sta costringendo numerosi cittadini a trasferirsi altrove”.
“Sono più di dieci anni che il Residence attende un intervento infrastrutturale – conclude Santori – è il momento di procedere realizzando nuove case, un asilo nido, aree verdi, strade e una piazza per restituire la serenità al quartiere”.
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