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Riaperte otto sale della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini

L’evento alla presenza del Capo dello Stato e dei ministri Rutelli e Parisi

Mercoledì 13 dicembre, alla presenza del Capo dello Stato e degli ex ministri dei Beni culturali Ronchey, Veltroni e Melandri, il ministro Rutelli ha inaugurato l’apertura delle prime otto sale del piano nobile della Galleria d’Arte Antica in Palazzo Barberini. E’ stata portata a termine, infatti, la prima parte dei grandi lavori di restauro e di allestimento che, insieme alle sale, restituiranno al pubblico anche il giardino e il portico. Il ministro Rutelli ha voluto che l’evento coincidesse con lo sgombero dell’area occupata ininterrottamente dal Circolo Ufficiali sin dal 1934  (tutto il pianterreno e parte del primo piano).

“E’ il lieto fine di una lunga storia – ha commentato Napolitano – che dimostra come in Italia, anche quando si persegue l’interesse generale, ci si trova davanti a ostacoli e inciampi che solo una grande tenacia consente di superare”. In effetti, la “querelle” sulla presenza dei militari a Palazzo Barberini durava da anni. Oggi, grazie all’accordo sottoscritto da  Rutelli e Parisi, dopo il trasferimento dei militari alla vicina Palazzina Savorgnan (in realtà lo sgombero è ancora in corso), cessa uno strano regime di “convivenza” e tutto il complesso di Palazzo Barberini potrà dirsi finalmente Museo. L’accordo ha consentito di recuperare più di 2700 mq. (tutto il pianterreno più la “sala ovale” del primo piano) mentre 700 mq. (sempre del primo piano) resteranno a disposizione del Ministro della Difesa, ma esclusivamente per esigenze di alta rappresentanza.

Da segnalare che tutti i lavori di restauro strutturali e di allestimento del museo sono stati finora realizzati con i finanziamenti del programma ordinario del Ministero per i  Beni e le Attività Culturali e con i proventi del gioco del lotto.

Le otto sale del piano nobile sono dedicate alla pittura del Cinquecento con un percorso che va dal Rinascimento al Manierismo. Insieme a celebri tele cinquecentesche  come la Fornarina di Raffaello, il Ritratto di Enrico IV di Holbein, la Sacra conversazione di Lorenzo Lotto, saranno esposti altri dipinti meno noti e da anni negati al pubblico. Ci riferiamo al trittico con la Deposizione di Cristo di Maarten von Heemskerck, alla Giuditta e Oloferne di Jan Metsys, al San Gerolamo penitente del Tintoretto.

Tra breve saranno allestite anche altre sale dello stesso piano, nelle quali sono già stati completati gli interventi strutturali. Le sale accoglieranno dipinti della fine del Cinquecento e del primo Seicento, in particolare le opere del Caravaggio e dei caravaggeschi. Si proseguirà, poi, negli ambienti del secondo piano (lavori in corso di ultimazione) dove saranno esposti dipinti del Seicento, per chiudere con quelli del Settecento che, in parte, saranno collocati proprio negli appartamenti settecenteschi.

Nei locali liberati dal Circolo Ufficiali, continuerà il progetto di restauro per ospitare le sezioni della pittura del Duecento, Trecento e Quattrocento.

Il restauro si concluderà nel prossimo quadriennio. “A lavori finiti – dice soddisfatto Rutelli – sarà uno dei più grandi e più bei musei del mondo”. E gli diamo ragione anche perché, al di là del valore inestimabile delle opere che ospita, alla progettazione e decorazione di Palazzo Barberini hanno lavorato artisti come Carlo Maderno e Francesco Borromini, Gian Lorenzo Bernini e Pietro da Cortona, Andrea Sacchi, Giuseppe Chiari e altri ancora. Se vi sembra poco! 

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