

Da Italia Nostra ci è pervenuto il 10 aprile 2008 il seguente comunicato stampa che volentieri pubblichiamo
Italia Nostra Sezione di Roma ha inviato ai candidati a Sindaco un documento programmatico che illustrava le sue richieste e le sue battaglie (all. 1) chiedendo di avere risposte scritte od un incontro. Si erano posti alcuni principali obiettivi:
1. Indicare le azioni fondamentali da avviare per tutelare l’unicità universale della nostra città, nei suoi aspetti storici, culturali ed ambientali;
2. Ottenere strumenti reali di informazione e di partecipazione per i cittadini;
3. Una revisione sostanziale del nuovo Piano Regolatore per cancellare le previsioni più devastanti e riavere le tutele per il centro storico e il sistema del verde;
4. Suggerire degli interventi infrastrutturali per invertire l’avanzato processo di marginalizzazione e riportare la nostra città fra le più avanzate metropoli europee;
5. Liberare l’Amministrazione dalla soverchiante influenza dei grandi costruttori e delle loro lobby
Il nostro documento è stato alla base di incontri di approfondimento con i seguenti candidati:
Armando Morgia della Lista Sinistra Critica, Serenetta Monti della Lista civica Amici di Beppe Grillo, Umberto Calabrese della Lista La Mia Italia, Franco Grillini del Partito Socialista.- Luciano Ciocchetti della Lista Udc ha inviato una risposta scritta
Tutti gli incontri hanno portato ad una larghissima condivisione del nostro documento. Per noi è un grande incoraggiamento a proseguire nelle nostre azioni
Più in particolare, le principali convergenze si sono espresse nel modo seguente in ordine di data di incontro:
Armando Morgia ha condiviso le richieste fatte con particolare riguardo alla democrazia e alla partecipazione, alla revisione del nuovo Piano Regolatore per rispondere ai reali bisogni e al riutilizzo del patrimonio immobiliare per risolvere il problema della casa, per una vera cura del ferro e contro la costruzione di megaparcheggi nel centro storico, la valorizzazione ( non solo tutela) dell’agro romano attraverso le aziende agricole autentiche, per il riutilizzo socio-culturale degli antichi forti,per la raccolta dei rifiuti “porta a porta”e contro gli inceneritori.
Serenetta Monti ha confermato importanti convergenze facendo presente che l’attivazione di strumenti per la partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali è anche il punto prioritario del loro programma.
Altro problema che considera da affrontare immediatamente è quello del traffico che deve vedere il potenziamento del trasporto pubblico; inoltre ha confermato l’impegno di incentivare la raccolta differenziata “porta a porta” per conquistare quel 70% raggiunto in altre città che renderebbe sempre meno necessarie le discariche. Ha ribadito che nel loro programma vi è la lotta contro gli inceneritori. Anch’essa considera il nuovo Piano Regolatore uno strumento scellerato votato senza il dovuto consenso e la partecipazione dei cittadini e che non risolve l’emergenza casa.
Umberto Calabrese ha considerato tutte le richieste dell’Associazione in totale coerenza con il suo programma elettorale. In particolare ha fatto presente che la partecipazione dei cittadini è punto fondante della sua candidatura a Sindaco essendo la sua lista nata sull’obiettivo di ottenere l’indizione di primarie per la prima scelta dei candidati.
Totale condivisione su tutti i punti che riguardano l’ambiente, il sistema del verde pubblico e delle aree protette della città e sua ferma opposizione ad un Piano Regolatore che prevede una quantità insostenibile di edificazione.
Franco Grillini è particolarmente interessato alla tutela dei beni storici e artistici della città ed infatti giudica il parcheggio interrato del Pincio “una follia”. Invece di costruirlo propone parcheggi di scambio alle porte della città (gratis per i pendolari) collegandoli con il centro con autobus elettrici Appoggia totalmente l’attivazione concreta di procedure decisionali che mettano al centro il cittadino e la partecipazione per “superare l’oligarchia politico- affaristica che ha governato la città negli ultimi anni”- Appoggia la scomparsa di “antenna selvaggia” con l’avvio del cablaggio anche a Roma come già è avvenuto in altre città. E’ pienamente d’accordo perché parta in modo diffuso la raccolta “porta a porta”dei rifiuti.
Luciano Ciocchetti ci ha inviato un documento dal quale si segnalano in particolare i seguenti impegni: 1) di rivedere il nuovo PRG “per ripristinare un principio di autonomia politica dell’amministrazione oggi pesantemente condizionata da alcuni pochi interessi” 2) il recupero del Porto di Ripetta come “un grande progetto connesso alla navigabilità del Tevere” con la denuncia del progetto del parcheggio a Lungotevere Marzio che produrrebbe danni irreparabili 3) tutela delle aree archeologiche messe a rischio dagli attuali errati progetti per la Metro C
Si sottolinea la soddisfazione per queste prese di posizione che fanno sperare in risultati fattivi futuri. Si deve purtroppo, invece, esprimere il nostro rammarico e la nostra preoccupazione per il silenzio dei due candidati Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, delle coalizioni più forti, che pur incontrati in occasioni personali o all’inizio della campagna da nostri rappresentanti non hanno poi dato, anche se sollecitati, alcuna risposta al nostro documento.
In particolare colpisce il loro silenzio, e l’assenza nei loro programmi sui seguenti impegni:
* di mettere i cittadini al centro dei processi decisionali
* di garantire il riesame del P.R.G. per le tutele dei beni culturali ed ambientali e per la cancellazione delle previsioni più invasive concorrendo alla emancipazione dell’Amministrazione dall’influenza dei grandi costruttori
* di entrare in merito alle battaglie di Italia Nostra ancora aperte sul territorio:
1. il parcheggio dentro la collina del Pincio 2. la modifica del progetto Metro C 3. il Museo del Gioco e del Giocattolo a Villa Ada 4. la tutela dell’Agro Romano
Inoltre il candidato Francesco Rutelli non è credibile quando parla di nuovo della “cura del ferro” sia perché non la vincola a realizzarla prima di dare il via alle nuove edificazioni e sia perché l’ aveva già lanciata nel suo primo mandato del 1993 e di fatto non è stata mai realizzata a cominciare dal famoso “anello ferroviario”.
Infine Italia Nostra esprime la sua netta opposizione alla proposta di realizzare un nuovo Grande Raccordo Anulare venuta dal candidato Gianni Alemanno. Questo è un progetto inaccettabile in quanto:
* produrrebbe un enorme aumento del trasporto su gomma aggravando il problema della mobilità che dipende proprio dalla continua costruzione di grande viabilità ( come quella del corridoio tirrenico) senza che si realizzino le reti del ferro.
* darebbe il via alla definitiva scomparsa di quel che è rimasto dell’Agro Romano e comprometterebbe in modo irreparabile i valori naturalistici e ambientali di tutte le aree protette e di tutti i parchi regionali che attraverserebbe.
Si fa presente che anche i Candidati a Sindaco Francesco Storace, Mario Baccini e Michele Baldi e Marco Leva hanno ritenuto di non accordare alcuna considerazione al nostro documento non dando nessun tipo di riscontro se non quello di averlo ricevuto.
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Si allega il testo del documento inviato ai Candidati a Sindaco di Roma.
ITALIA NOSTRA PER ROMA AI CANDIDATI A SINDACO
LE NOSTRE PROPOSTE E LE NOSTRE BATTAGLIE
Per conservare la città della storia, e, allo stesso tempo, per sviluppare una metropoli moderna e funzionale, Italia Nostra ritiene che ci siano moltissime cose fondamentali da fare ed anche qualcosa che bisogna assolutamente non fare. Elenchiamo le nostre proposte e le nostre battaglie.
A) Le nostre proposte
1) I processi decisionali partecipativi. E’ indispensabile mettere il cittadino al centro dei processi decisionali della pubblica amministrazione. A tal fine bisogna adottare integralmente la Convenzione di Aarhus e le direttive europee 2003/4, sulla informazione dei cittadini e 2003/35 sulla partecipazione attiva di cittadini ed associazioni.
In particolare si chiede la realizzazione di quanto prescritto ( e mai attuato ) nella delibera votata all’unanimità dal Consiglio Comunale che impone a tutti gli Assessorati e agli uffici il “Regolamento della Partecipazione “ e l’istituzione della “Casa della Città”,per l’informazione ai cittadini di tutti i progetti di trasformazione urbana prima che siano decisi seguendo l’esempio delle altre Capitali europee.
2) ll piano urbanistico. Il piano regolatore appena approvato è privo di qualsiasi “idea di città”. Inoltre non elimina gli interventi collegati agli “accordi di programma”, che tramite il “pianificar facendo” hanno prodotto gravi danni alla città. Riteniamo che sia indispensabile ripartire da “una variante” che stabilisca chiaramente quello che si può e quello che non si può fare. In particolare bisogna, tra l’altro, definire maggiori tutele per il centro storico, il verde pubblico, la rete ecologica, i palazzi e le ville storiche. Infine è necessario un vero e proprio piano di salvaguardia di quello che rimane dell’Agro romano. Sono tutti ambiti oggi messi a grave rischio dalle norme del nuovo piano regolatore.
3. Recupero del Porto di Ripetta. Il Porto di Ripetta è stata la più alta espressione urbanistica rinascimentale-barocca ed ha testimoniato la millenaria storia della relazione fra la città e il fiume. Il suo recupero funzionale può essere il punto di partenza per la scoperta dei valori storici, culturali ed urbanistici della città imperiale.
4. I trasporti e la mobilità. Riteniamo che sia indispensabile una vera cura del ferro che ci metta alla pari di altre metropoli europee. Essa deve portare a due obiettivi fondamentali: la pedonalizzazione del Centro Storico e la creazione di una rete su ferro, che si sviluppi a scala metropolitana e regionale. Deve essere garantito l’obbligo dell’esistenza o della realizzazione contestuale di un trasporto su ferro per ogni nuovo insediamento edilizio
5. Il sistema del verde si basa sulla gestione e tutela del verde pubblico, di quello privato e specialmente sul sistema delle aree protette istituite dalla Regione. Queste ultime, ottenute nel 1996 con la Variante delle Certezze, costituiscono le testimonianze storiche e paesaggistiche dell’Agro romano. Oggi a distanza di 10 anni denunciamo la crisi della gestione del sistema. Preoccupa la perdita delle finalità essenziali per le quali questo monumento storico-naturalistico di Roma è stato varato. Queste aree devono essere destinate al godimento dei cittadini. Per questa ragione le aree (specie se già di proprietà del Comune) non devono essere privatizzate. Ciò non significa esproprio, bensì libertà di accesso e naturale destinazione delle aree protette. Oggi i finanziamenti sono ridotti al minimo e non sono bene utilizzati e l’agricoltura autentica promossa dal nuovo piano di sviluppo rurale europeo viene tradita e non aiutata. Si chiede una totale inversione di rotta e l’istituzione di una Commissione di garanzia per la tutela e lo sviluppo delle Aziende Agricole che oltretutto metta fine alle compromissioni dolosamente introdotte con PAMA fasulli. Al Comune di Roma si chiede una commissione preposta a rilasciare i nulla osta per le attività agricole, composta dai rappresentanti delle Associazioni degli agricoltori e dalle associazioni ambientaliste, onde evitare che aziende agricole che non siano davvero multifunzionali possano illecitamente ottenere autorizzazioni ad attività incongrue con la tutela e lo sviluppo ecocompatibile del territorio protetto. Per il verde pubblico occorre una pianificazione con demolizione e sostituzione delle alberate cittadine invecchiate, pericolanti o incongrue e il potenziamento dei finanziamenti per rendere più efficiente la manutenzione e la vigilanza senza che si debba ricorrere a cederlo ai privati.
6. Ville e palazzi storici. Riteniamo sia fondamentale mantenere il decoro architettonico, artistico e monumentale di queste aree ed edifici di straordinaria valenza culturale per la Capitale. Chiediamo che loro conservazione venga rispettata e non vada alterata con “inserti architettonici incongrui” (come: centri congressi, bar, ristoranti, parcheggi interrati..) che ne alterano l’aspetto e le funzioni originari.
7. I rifiuti. Riteniamo che sia indispensabile una svolta radicale nella gestione dei rifiuti; essa deve consistere nell’adozione del “modello tedesco” che finora si è dimostrato l’unico in grado di assicurare uno sviluppo sostenibile. Chiediamo l’attuazione da parte dell’AMA della raccolta differenziata “porta a porta” in tutta la città – vedi esperimento riuscito a Colli Aniene – privilegiando subito il centro storico oggi in evidente degrado
8. Le antenne chiediamo di annullare il fenomeno di “antenna selvaggia” e di cablare la Capitale per renderla realmente servita dalle tecnologie moderne e soprattutto arrivare alla “rottamazione” del parco antenne non utilizzato
9. I Musei. Chiediamo la riapertura del Museo Astronomico Copernicano di Monte Mario con lo splendido Osservatorio, chiusi dal 2000 e l’istituzione del “Museo Geologico del Mediterraneo” come richiesto dall’UNESCO dove possano trovare definitiva collocazione le straordinarie collezioni geologiche e di minerali – oggi disperse dell’ex Museo Geologico di Largo Santa Susanna. Più in generale chiediamo opposizione alle continue richieste da parte di città piccole e grandi di delocalizzare reperti provenienti dalle collezioni vincolate dei grandi musei nazionali di Roma di proprietà statale e comunale.
B) Le nostre battaglie
1) Il Parcheggio del Pincio. L’inutilità di questo gigantesco garage è pari solo alla sua capacità distruttiva di uno dei luoghi più rappresentativi della storia della bellezza della città. Si può ancora fermare e cancellare in quanto sono in atto gli scavi archeologici e possiamo dimostrare il grave rischio idrogeologico che corre il complesso del Valadier. Esiste l’alternativa del parcheggio del Galoppatoio.
2) La distruzione archeologica provocata dalla metro C. Per nascondere i colossali errori di progettazione che hanno portato a definire un metropolitana antidiluviana, estremamente costosa ed invasiva, si sta ora cercando di distruggere tutto il patrimonio archeologico che si trova lungo le 7 stazioni del Centro Storico. Per evitare uno scempio che il mondo non ci perdonerebbe mai, e per portare comunque a termine un’opera indispensabile per il futuro della città, è urgente procedere ad una radicale revisione progettuale, basata sull’uso delle più avanzate tecnologie di automazione. In questo modo si può realizzare una metro altamente efficiente ed economica e, allo stesso tempo, pienamente compatibile con un bene che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità
3) Il Foro Italico
Da anni Italia Nostra si batte per la conservazione e tutela del complesso monumentale del Foro Italico invidiato da molti Paese del mondo. L’attuale gestione affidata a Coni Servizi S.p.A., grazie al D.M del 30 giugno 2005 (Gazzetta Ufficiale 8 agosto 2005), si è dimostrata disastrosa permettendo il totale degrado. Italia Nostra chiede che la gestione nel prossimo futuro sia affidata ad un Ente che, senza scopo di lucro e sotto la stretta sorveglianza della Soprintendenza, possa riportare il Foro Italico al pubblico godimento ed al suo recupero totale.
4) Il museo del Gioco e del Giocattolo a Villa Ada. La manomissione dell’unitarietà e dell’armonia di questa villa è stata inconcepibilmente giustificata con la realizzazione di un museo del Gioco e del Giocattolo con un pesante intervento sulle antiche Scuderie e un ipogeo nel parco di 15.000 metri cubi. Italia Nostra aveva indicato alcuni luoghi molto più consoni e ha inoltrato un esposto per fermare questo iinsostenibile progetto che va fermato.
5) Gli ascensori del Vittoriano. La profanazione del valore simbolico e monumentale dell’opera, provocata dalla realizzazione di due ascensori, deve essere risanata con l’adozione di soluzioni alternative che possono azzerare l’inaccettabile impatto attuale.
6) Parcheggio a Lungotevere Marzio. Questo parcheggio, peraltro asservito esclusivamente ad una proprietà privata immobiliare, rappresenterebbe l’assalto definitivo da parte del traffico su gomma al Centro Storico e, in più, renderebbe fisicamente impossibile il recupero del Porto di Ripetta. Se non viene cancellato porterà alla scomparsa dei grandi platani che oggi sono parte del paesaggio romano.
Per informazioni : 338.1137155 –
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