

Odissea per un ragazzo disabile di 16 anni
A Roma, la città eterna, quel luogo incantevole che ogni cittadino del mondo desidera visitare, a quanto pare, non proprio a tutti è concesso godere delle bellezze della capitale, senza incappare in problemi legati alle infinite barriere architettoniche presenti nella città. Questa volta la vittima di questa triste realtà è stato Alessandro, uno studente di 16 anni dell’istituto professionale Sisto V nel quartiere della Bufalotta, che ha visto divenire una semplice gita a Palazzo Venezia, una vera e propria odissea.
La lunga giornata di Alessandro è iniziata alla fermata del bus 60, in via Ettore Romagnoli, mentre attendeva, con i suoi compagni di classe, l’autobus che li avrebbe diretti verso il centro di Roma. Passano ben cinque mezzi pubblici, ma tutti si limitano a rivolgere delle scuse al ragazzo, perchè gli scivoli per permettere ad Alessandro di salire sul mezzo sono rotti. Quindi è impossibile per gli insegnanti caricare una carrozzina elettrica da 140 chilogrammi senza un supporto. Prontamente un insegnante si rivolge al numero verde dell’Atac. Dopo qualche minuto di attesa, Alessandro viene caricato su un «Doblò» che lo porta a Palazzo Venezia. Il problema delle pedane rotte o mancanti sui mezzi pubblici della capitale è stato anche argomento di un servizio, trasmesso lo scorso 8 gennaio 2010, dalla trasmissione di Antonio Ricci "Striscia la Notizia. Il servizio nato da una sollecitazione di una cittadina disabile, mostra come la signora in attesa di un mezzo che la possa trasportare, incontra ben 7 autobus con pedane non funzionanti o assenti. Alla richiesta da parte della signora del motivo del disagio risuona molte volte la stessa risposta: " Il problema è legato alla mancata manutenzione da parte dell’azienda Atac". L’inviato di Striscia Jimmy Ghione si è recato dal Responsabile Atac, Adalberto Bertucci che ha dichiarato di voler risolvere il disagio creato, con la realizzazione di un numero verde Atac e presidi nel centro e nelle periferie della città.
Ma tornando alla storia di Alessandro scopriamo che l’odissea del ragazzo non è ancora finita. Alessandro una volta arrivato alla galleria di Palazzo Venezia, per visitare i lavori di Leonardo Da Vinci, al momento di ritornare a piano terra dopo aver visitato la mostra al primo piano, scopre che l’ascensore che poco prima l’aveva trasportato, improvvisamente si è rotto. Subito le professoresse chiedono l’intervento dei tecnici: Alessandro non può scendere e la carrozzina è troppo pesante per essere portata a mano. Ma i custodi liquidano le professoresse, proponendo loro uno spostamento del ragazzo a braccia, soluzione impossibile visto l’eccessivo peso della carrozzella. Cosi inizia l’attesa che dura più di due ore. In attesa dell’arrivo dei tecnici e la riparazione del guasto, gli altri ragazzi tornano a casa. Alessandro incredulo rimane ad aspettare, senza neppure qualcuno che gli offra qualcosa da bere. Quando la dura giornata del ragazzo finisce, nel viso degli insegnanti rimane tanta amarezza. La stessa professoressa di Lettere, Patrizia Pianesi dichiara: "È assurdo e vergognoso portare un ragazzo disabile in gita al centro di Roma e assistere ancora a scene del genere. Una persona già con dei problemi, in questo modo, la fanno sentire ancora più in difficoltà." "Avremmo dovuto noleggiare un pulmino speciale ma per le nostre risorse ha un costo troppo elevato. La scuola non ha più fondi e non può permetterselo", aggiunge Antonella D’Alessandri, docente di Storia dell’Arte. Rassegnato anche Alessandro spiega: "Non è la prima volte che succede. Non riesco mai a prendere l’autobus, quasi tutte le pedaline sono rotte, i marciapiedi sono senza scivoli, i musei non sono attrezzati".
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