

La nuova bozza mette d'accordo Sindaco, Regione e Provincia. Alemanno: intesa mai così vicina
Da Il Messaggero riprediamo un articolo di CLAUDIO MARINCOLA del 4 dicembre 2008:
ROMA – «Non siamo stati mai così vicini all’accordo, dopo vent’anni facciamo il miracolo». È sera. Il sindaco Alemanno usa le parole col contagocce ma si sente che è soddisfatto.È appena uscito da una riunione sulla riforma di Roma Capitale. Materia sensibile, percorso ad ad ostacoli che si trascinano da anni, con un asticella che si fa sempre più alta. Altre volte l’intesa è saltata all’ultima curva, per una frase, un’anticipazione, un tono sbagliato.«Calderoli ha trovato l’uovo di Colombo, era dai tempi di Craxi che si cercava un accordo», aggiunge il primo cittadino capitolino.
Roma capitale nella riforma federalista è tema che giaceva in un limbo da anni.Delibere, dichiarazioni di buone intenzioni.Chi avrebbe mai immaginato che ha spianare la strada sarebbe stato un ministro leghista ? «Calderoni – è sempre Alemanno che parla – ha proposto una bozza che contiene ipotesi importanti, una base per poter chiudere un accordo, è un passo avanti».
Su cosa si basa? A differenza della cosiddetta “bozza Amato” che rovesciava la questione, la proposta di Calderoni, «che si è comportato in questo frangente con grande equilibrio politico e senso di responsabilità», gli dà atto un esponente del centrosinistra, non chiude la porta alla Città metropolitana, anzi. Ma soprattutto, in attesa che si definisca la legge quadro delle 9 città metropolitane, assegna da subito i poteri speciali a Roma. Già a gennaio, lasciano intendere i tecnici, si potrebbe votare un articolo per trasferire i poteri amministrativi alla Capitale: Urbanistica, Difesa dall’inquinamento, Sviluppo economico e sociale, Turismo e attività produttive, Mobilità.«Ormai Roma è il Lazio e il Lazio è Roma – commenta il presidente della Regione Piero Marrazzo – si sta realizzando un’osmosi molto più alta».
La Regione Lazio nella bozza Calderoli mantiene le sue prerogative programmatorie e legislative, e pieni poteri in materia di Sanità, Scuola, Energia e rifiuti. «È stato fatto un ottimo lavoro», riconosce Marrazzo, che uscendo dal ministero della Semplificazione, a piazza San Lorenzo in Lucina aveva già già commentato positivamente per quanto riguarda la Regione l’esito dell’incontro, «una scelta importante di riconoscimento, andiamo avanti, si lascia aperta la porta sulal città metropolitana».
La “questione romana” ha subito un’accelerazione con la riforma del titolo V, parte II della Costituzione. Iintrodusso per la prima volta la previsione che Roma “è la Capitale della Repubblica” secondo quanto prevede l’articolo 11 e la legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.
I tre enti locali, Comune, Provincia e Regione, resteranno. Nicola Zingaretti può dirsi soddisfatto. «Il ministro – ha commentato il presidente della Provincia di Roma – ha avanzato un’ipotesi che è un passo in avanti perché si basa sulla concertazione tra gli enti interessati. Si va verso un quadro definitivo».
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