

Intervista al consigliere comunale Luciano Chiolli
Attenzione: questa pagina è relativa alle elezioni 2006
Luciano Chiolli è entrato in Consiglio comunale nell’agosto 2005. Soltanto pochi mesi di lavoro ma molto intensi, a contatto soprattutto con le associazioni di base e i comitati di quartiere nel pieno della discussione finale sul Nuovo Piano regolatore. Un periodo molto caldo nel quale il consigliere Chiolli, del gruppo DS, è diventato un punto di riferimento per alcune battaglie nel nostro territorio che hanno avuto un esito positivo tra cui la raccolta di firme, prima, e l’approvazione, poi, da parte del Campidoglio della delibera di iniziativa popolare per la realizzazione della tramvia Saxa Rubra-Laurentina.
Mobilità, ambiente, sviluppo sostenibile, partecipazione dei cittadini alle scelte di governo sono i temi che compongono l’impegno politico di Chiolli, ferroviere di professione, ambientalista convinto ed esponente dell’associazione ‘’Sinistra Ecologista’’. Alle prossime elezioni amministrative Luciano Chiolli (visita il suo sito) si ripresenta candidato nella lista L’Ulivo per Veltroni Sindaco.
Gli abbiamo rivolto alcune domande sulle ultime vicende legate all’approvazione del Piano Regolatore, in particolare per la zona est e alla "cura del ferro".
In questi mesi Lei è stato in contatto quotidiano con i comitati di quartiere e le associazioni del X Municipio. Quali risultati sono stati ottenuti?
In primo luogo il risultato principale è quello di aver stabilito un legame democratico profondo, vitale, per le istituzioni che già di per sé produce risultati in termini di conoscenza, di chiarezza che permette di affrontare i problemi con un altro grado di consapevolezza evitando sterili contrapposizioni pregiudiziali.
La partecipazione è una “vaccinazione preventiva” che ci evita le malattie ricorrenti nel rapporto democratico tra istituzioni e cittadini.
Questo ci ha permesso anche di ottenere risultati concreti come la riduzione delle cubature nelle centralità previste dal PRG di Torre Spaccata e di Romanina: rispettivamente meno 500.000 e meno 200 mila mc per rendere sostenibile l’intervento urbanistico evitando quella temuta colata di cemento e mantenendo un giusto equilibrio con l’ambiente. Ritengo altresì importante la cancellazione dell’Ambito di trasformazione ordinaria di Capannelle (villette su area pregiata).
Quali sono le cose da fare nel prossimo futuro per rendere sostenibile lo sviluppo urbanistico nei nostri quartieri?
Nel prossimo futuro occorrerà affrontare la trasformazione urbanistica prevista dall’accordo di programma sull’area di proprietà del comune di Frascati, compresa tra Cinecittà Est e la via Tuscolana. Abbiamo già sollevato dubbi (insieme ai Comitati e alle associazioni rappresentati dalla Comunità territoriale) sulla sostenibilità di un intervento che collocherebbe la stessa cubatura prevista per Torrespaccata su un’area che è la metà di quest’ultima. Abbiamo votato un ordine del giorno in Consiglio comunale che prevede invece un percorso partecipato con i cittadini, comitati di quartiere, comitati territoriali con il coordinamento e supporto tecnico del dipartimento per l’architettura e l’urbanistica dell’Università “La Sapienza”.
Si deve lavorare anche qui per ridimensionare i pesi e definire posizioni e scelte per conseguire un equilibrio tra le diverse esigenze in un quadro complessivo di sostenibilità.
Importanti sono le opere compensative previste dall’accordo in primo luogo l’interramento degli elettrodotti riguardanti l’area dell’intervento, ma anche le limitrofe aree abitative.
Prioritario è l’intervento sulla mobilità con aree di parcheggio, con l’abbattimento della sopraelevata della via Tuscolana, il raddoppio di quest’ultima, nuova viabilità di Cinecittà Est con collegamento al GRA e con un corridoio di Mobilità tra Tor Vergata – via Ciamarra – Osteria del Curato. Per tutte queste ragioni il consiglio comunale ha ritenuto giusto e utile rinviare alla ormai prossima consigliatura l’esame dell’accordo di programma e gli eventuali emendamenti.
Secondo Lei quali sono le priorità da realizzare nei prossimi cinque anni per la "cura del ferro" nel X e VIII Municipio?
Mi sono battuto sempre per difendere la necessità e l’urgenza della cura del ferro (tram – Metropolitane – Ferrovie) risultati sono venuti anche su questo terreno: l’accordo per la chiusura dell’anello ferroviario, il protocollo d’intesa con le FFSS, la Regione e le province che fornisce il quadro della prospettiva dello sviluppo necessario del sistema ferroviario con le nuove stazioni di Centroni – Porta Furba (Selinunte) oppure sulla FR 2 Ponte di Nona, con il raddoppio fino a Guidonia. C’è la metro C ormai all’inizio dei lavori che sono stati già aggiudicati alla soc. Astaldi che ha vinto la gara con un ribasso anche sui tempi di costruzione di quasi 2 anni. E poi c’è la realizzazione del tram da Saxa Rubra a Laurentina, una grande infrastruttura tangenziale che è stata oggetto di una delibera popolare su cui si sono mobilitati ben 40 comitati raccogliendo più di 10.000 firme.
I corridoi di mobilità sono lo strumento di più rapida realizzazione, riservati al solo trasporto pubblico, possono costituire, dopo il ferro delle metropolitane e dei passanti FR, la seconda gamba di un grande "cura" di mobilità pubblica.
Un altro campo di intervento, ancora poco applicato, è quello previsto dalla legge Ronchi dei mobility manager volti alla razionalizzazione del trasporto privato dei lavoratori di grandi imprese e luoghi di lavoro.
Lei era alla manifestazione del 7-8 gennaio al ’Pratone’ di Torrespaccata. Una contraddizione con la sua collocazione nella maggioranza capitolina di governo?
Non c’è nessuna contraddizione come ho detto prima. Le manifestazioni di dissenso sono il sale della democrazia, le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e se poi, come nel mio caso, si è d’accordo con il contenuto e i fini della manifestazione, partecipare è un diritto – dovere.
D’altra parte proprio la manifestazione ha permesso a chi, come me, non era d’accordo con una parte delle controdeduzioni e difendeva una maggiore sostenibilità della manovra del Piano Regolatore, una sua maggiore coerenza tra principi ed esiti, di essere più forte insieme ad altri, per ottenere un risultato che giudichiamo certamente più equilibrato, ragionevole e che rende merito al ruolo svolto dalla partecipazione dei cittadini e dei comitati i quali hanno espresso critiche per migliorare il piano non per affossarlo, per renderlo sempre più un piano condiviso.
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