

Sono passati pochi giorni dalla tragica e assurda morte di Vanessa Russo, uccisa sulla metro, trafitta da un’ombrellata in un occhio. L’identità dell’aggressore, una giovane prostituta rumena, ha scatenato nuovi dibattiti sull’immigrazione e sui rapporti tesi tra italiani e stranieri nelle periferie romane.
Secondo una statistica pubblicata nei scorsi giorni, dopo gli italiani, la comunità rumena è quella che detiene il primato di denunce e di procedimenti giudiziari subiti. Ma se si considera che i rumeni in provincia sono 50.000 (la stragrande maggioranza residente a Roma est) è facile intuire che in proporzione è piuttosto alto il numero di persone proveniente dalla Romania dedite ad attività criminali.
A Cinecittà da qualche anno si sono stanziati molti romeni; stiamo parlando di giovani, spesso poverissimi, che vivono o sopravvivono all’interno del Parco degli Acquedotti e che si sono resi protagonisti di diversi fatti di cronaca, non edificanti.
Sono documentati diversi casi di scippi, rapine ai negozi, aggressioni a coppiette, tentativi di stupro, nonché il ritrovamento di un cadavere all’interno del parco, una volta il gioiello monumentale e naturalistico della zona.
Nella zona si possono trovare anche molti rumeni per bene, infaticabili nelle loro attività, impiegati in mansioni oneste come badanti, donne delle pulizie, muratori, ma vengono solo a lavorare a Cinecittà. Gli affitti sono proibitivi e quindi i luoghi di residenza prescelti, sono quelli dell’estrema periferia ad Est, Giardinetti, La Rustica, se non proprio vicino Tivoli.
All’ Appio Claudio il punto di ritrovo della comunità è un bar in via Caio Canuleio, che nelle scorse settimane è stato anche teatro di una mini retata da parte delle forze dell’ordine, che sono intervenute dopo gli esposti dei cittadini della zona, stanchi di assistere allo spettacolo di manipoli di chiassosi ubriachi a tutte le ore del giorno.
Abbiamo voluto parlare con l’anima buona della comunità rumena che vuole prendere le distanze e condannare senza appello i loro connazionali sulla “cattiva strada”.
Adrian, muratore di 23 anni, non vuole che si faccia di tutta un’erba un fascio: "mi vergogno tantissimo, quando vengo a sapere che dei rumeni sono coinvolti in brutte vicende. Non siamo tutti così. La maggior parte dei rumeni è onesta. Lavora tutto il giorno e spesso è sottopagata e sfruttata".
Alina, badante di 27 anni è sconvolta dalla vicenda di Vanessa Russo: "Quello che è successo a quella ragazza sulla metro è orribile. Mi dispiace tantissimo. Sulla metro ora mi sento tutti gli occhi addosso, ma non è giusto, io non ho mai fatto nulla di male. Sono venuta a Roma solo per lavorare e per realizzare il mio sogno: mettere da parte abbastanza soldi da comprarmi una casa in Romania".
In queste ultime settimane forze politiche di estrema destra stanno sfruttando l’immane tragedia della povera Stefania, per scatenare una campagna di odio contro tutti gli stranieri, indiscriminatamente, senza distinzione tra onesti lavoratori e criminali.
La missione delle autorità e della cittadinanza dovrebbe essere proprio quella di operare questa distinzione: reprimere duramente la delinquenza ma accogliere a braccia a parte i molti Alina e Adrian che non fanno male a nessuno.
Un odio etnico tra italiani e rumeni, oltre che squallido, non conviene davvero a nessuno.
Luca Wulzer – http://blog.libero.it/LUCAWULZER/
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