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Roma-Napoli 2-0: due babà trafiggono il Napoli

Le pagelle di Gianluigi Polcaro
Marco Maestà - 19 Ottobre 2013

I giallorossi vincono l’ennesima partita consecutiva, al termine di una gara dove prima hanno sofferto per la forza degli avversari, poi sono passati in vantaggio con una magia di Pjanic e alla fine con il Napoli in dieci, hanno addirittura dominato, amministrando la gara con irrisoria facilità.

De-Rossi1Le squadre iniziano la gara studiandosi vicendevolmente, perché è palese che i rispettivi allenatori si temano e non vogliano dare all’avversario la possibilità di colpire in contropiede.

Il pressing incessante dei due centrocampo infatti, limita la spettacolarità del gioco ma evidenzia il perché le due squadre siano rispettivamente al primo ed al secondo posto della classifica. I vari De Rossi, Strootman e Pjanic da una parte e Behrami, Inler ed Hamsik dall’altra sono dei veri e propri giganti e la partita fino alla mezz’ora rimane ingessata proprio grazie alla loro prestanza fisica e tecnica. La svolta psicologica del primo tempo si contempla tra il 30’pt ed il 35’pt quando Totti si ferma per un infortunio muscolare e Pandev si invola verso la porta giallorossa. Occasione monumentale per il Napoli , ma De Sanctis in collaborazione con De Rossi, dice di no. La gara si infiamma, al 40’pt Florenzi sfiora il palo e subito dopo Strootman spolvera la traversa. Insigne anche è pericolosissimo e colpisce il palo esterno di De Sanctis. Manca pochissimo all’intervallo ma Gervinho decide di involarsi centralmente e dopo uno slalom tra due avversari, viene atterrato al limite dell’area. Pjanic accarezza la palla e fulmina Reina con un pallonetto imparabile, squadre al riposo con la Roma in vantaggio.

Nella ripresa il Napoli carica a testa bassa, ma la solidità difensiva dei giallorossi ne limita la pericolosità. I capitolini concedono ai loro avversari solo qualche tiro dalla distanza, ma Inler prima ed Hamsik poi, non riescono mai ad inquadrare la porta. Al 70’st succede quello che non t’aspetti, Cannavaro già ammonito in occasione della punizione del primo tempo che ha causato il vantaggio giallorosso, cintura in area Borriello e l’arbitro non può non concedere il rigore ed espellere il difensore. A quel punto il raddoppio di Pjanic ed il vantaggio numerico in fatto di uomini, spianano la strada per l’ottava vittoria romanista ed il vantaggio solitario in classifica.

Le Pagelle di Gianluigi Polcaro

ROMA– De Sanctis 7: Come i grandi portieri si fa vedere al momento giusto. Tecnicamente è impeccabile facendosi trovare sempre ben posizionato su tutti i tentativi di tiro degli azzurri. Ottimo a ipnotizzare sia Pandev che Insigne quando si presentano soli davanti a lui

Maicon 6,5: Riesce a gestirsi per tutta la gara alternando qualche sgambata delle sue con una maggiore accortezza difensiva. Non butta mai palla e nei momenti di difficoltà riesce a trasmettere calma all’intero reparto

Benatia 6,5: Stavolta è dura con gli inserimenti di Insigne e i tagli di Callejon, ma riesce a non perdere la calma e a uscire alla distanza ritornando il solito muro difensivo

Adotta Abitare A

Castan 6,5: Responsabile sull’imbucata di Insigne visto che non sale sul fuorigioco, ma poi si riscatta non sbagliando nemmeno una virgola

Dodò 6: Tiene bene per tutta la partita con buona corsa e la grinta giusta. Bada più alla sostanza senza scoprirsi troppo

Pjanic 8,5: L’uomo della Provvidenza. Uscito Totti la squadra sembra sbandarsi e rischia il ko di Insigne, poi il bosniaco si prende sulle spalle la squadra, prima con un gol su punizione che fa strabuzzare gli occhi del maestro Maradona che assiste in tribuna, poi gestendo, nel momento di maggiore pressione napoletana, la palla a centrocampo da vero campione. Chiude il match segnando anche su rigore

De Rossi 7,5: Quasi tutti si trovano concordi nel definirlo monumentale. Infonde alla difesa e alla squadra una stabilità senza precedenti. Salva il gol su Pandev recuperando palla prima che finisca in porta. È uno scudo insormontabile davanti alla difesa e sa modulare con sapienza il ritmo del match. Campione del mondo

Strootman 7: Nonostante qualche acciacco di troppo la sua presenza è preziosa. Non perde mai palla, lanci al momento giusto e scontri a centrocampo senza sconti con Behrami e company

Florenzi 7: Inarrestabile, stavolta sopperisce anche all’infortunio di Gervinho con le sue folate sulla fascia. Non dà punti di riferimento alla difesa partenopea, ma non è solo sapienza tattica. Mostra al momento giusto di saper gestire il pallone con classe

(dal 36′ s.t. Marquinho) s.v.

Totti n.g.: Trenta minuti di grande dedizione poi arriva il problema ai flessori che lo mette ko. Il capitano è costretto ad abbandonare la nave, ma sembra per poco: l’infortunio non si stima grave. Siamo in attesa

(dal 33′ Borriello) 7: Garzia lo responsabilizza e lui nella gara contro la squadra della sua regione si esalta. Fa salire i suoi al momento giusto, ma sa anche dare una mano dietro con grande competenza tattica. Si procura il rigore che chiude la partita

Gervinho 6,5: Parte subito a mille mettendo scompenso tra i difensori partenopei, sbagliando un tiro a pochi metri da Reina e rischiando di prendere un rigore in area azzurra. Guai muscolari nella ripresa per lui

(dall’11’ s.t. Ljajic) 6,5: Garcia lo sta utilizzando col contagocce, ma anche la gerarchia è un valore all’interno di un gruppo solido. Lui si fa trovare pronto provando a giocare alla Totti sulla trequarti creando quel palleggio prezioso che sfinisce il Napoli

All. Garcia 8,5: Ancora una partita perfetta. Riesce a gestire la dipartita di Totti prima e di Gervinho poi, trasmettendo calma alla squadra e con una maggiore accortezza tattica. Senza fronzoli e con compattezza riesce a portare a casa l’ottava vittoria consecutiva con 22 gol fatti e uno solo subito

NAPOLI – Reina 6; Maggio 5,5, Albiol 5,5, Britos 6 (dal 44′ Cannavaro 4), Mesto 6; Inler 5,5 (dal 37′ s.t. Dzemaili s.v.), Behrami 6; Callejon 5,5, Hamisk 5,5, Insigne 6; Pandev 5 (dal 23′ s.t. Higuain 6). All. Benitez 6

ARBITRO – Orsato di Schio 6: La foga di pareggiare i cartellini gialli tra le due squadre rischia di rendere banale una direzione buona, soprattutto nel sanzionare giustamente i casi più importanti.


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