Categorie: Politica In evidenza
Municipi: ,

Roma oltre il Giubileo e il Pnrr: la ricetta di Gualtieri per non spegnere i cantieri tra stadi, metro e rifiuti

Il primo cittadino interviene al forum promosso dalla Camera di Commercio e traccia la rotta per i prossimi anni

Mantenere la velocità di crociera evitando che, spenti i riflettori sull’Anno Santo e prosciugati i canali straordinari del Pnrr, la spinta trasformativa della Capitale subisca una brusca frenata.

È questo l’auspicio e insieme il piano d’azione illustrato dal sindaco Roberto Gualtieri nel corso del convegno «Roma, il futuro si infrastruttura», promosso dalla testata La Capitale all’interno della cornice della Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede della Camera di Commercio capitolina.

Solicitato dalle domande del direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, il primo cittadino ha ripercorso le principali tappe del programma amministrativo per i prossimi anni, delineando le strategie su mobilità, impiantistica sportiva, emergenza abitativa e ciclo dell’immondizia.

La partita della mobilità: 800 milioni sulla linea A e l’appello a Palazzo Chigi

Il dossier dei trasporti e delle infrastrutture su ferro si conferma il baricentro dell’azione di governo di Palazzo Senatorio:

Finanziamenti da intercettare: Respinta l’idea di un’amministrazione che vive di sola rendita straordinaria, Gualtieri ha rivendicato lo sforzo di programmazione per reperire risorse pubbliche nazionali ed europee, incrementando al contempo la capacità di spesa diretta del Comune.

Prolungamento Metro A: Tra le opere cardine figura il prolungamento della prima arteria metropolitana della città, una grande opera dal valore stimato di circa 800 milioni di euro destinata a potenziare i collegamenti periferici.

Candidatura ai fondi statali: Il sindaco ha ribadito al Governo la piena disponibilità di Roma ad assorbire nuovi stanziamenti per la mobilità ecologica, mettendo a disposizione un pacchetto di interventi già definiti e pronti a essere cantierati.

L’obiettivo finale rimane la concretezza della “città dei 15 minuti”, pensata non come mero slogan urbanistico ma come decentralizzazione dei servizi essenziali — scuole, spazi verdi, centri anziani e aree di lavoro condiviso — per alleggerire il traffico e valorizzare i singoli quartieri.

Il punto sui nuovi stadi: Pietralata verso il 2030, il Flaminio punta al 2032

Tra le grandi opere destinate a ridefinire l’assetto urbano spicca l’avanzamento dei progetti legati agli impianti sportivi delle due società calcistiche cittadine:

Lo stadio dell’As Roma a Pietralata: Archiviata con esito favorevole la conferenza di servizi decisoria, la procedura è passata alla fase di stesura dei dettagli esecutivi. Con una stima dei lavori di circa trenta mesi, il traguardo dell’inaugurazione — integrato con la nascita di un ampio parco pubblico — è fissato per la stagione 2029-2030.

Lo stadio della Sslazio al Flaminio: Prosegue il confronto tecnico per adeguare l’idea progettuale alle prescrizioni legate alla tutela dello storico impianto. Qualora l’iter proceda senza ostacoli, il pubblico interesse potrà essere formalizzato entro un anno, collocando la consegna della struttura attorno al 2032.

Tecnologia, emergenza casa e l’autonomia industriale di Ama

Il dialogo si è poi allargato alle sfide tecnologiche, alla tenuta sociale e alla sostenibilità ambientale della metropoli:

I data center e la sfida dell’IA: Gualtieri ha invitato a non demonizzare le infrastrutture digitali ad alto consumo energetico, fondamentali per la competitività economica. Il Campidoglio punta a favorire soluzioni industriali sostenibili basate sul riciclo delle acque e sul recupero del calore prodotto, seguendo il modello del polo di Santa Palomba.

Politiche per l’abitare: Sul fronte della casa, il sindaco ha chiarito come la rigenerazione urbana da sola non possa risolvere la carenza di alloggi, sollecitando un deciso intervento pubblico nell’edilizia sociale per garantire canoni accessibili a giovani lavoratori e studenti.

La svolta nei rifiuti: Sul piano dell’igiene urbana, il presidente di Ama Bruno Manzi ha confermato la tabella di marcia che prevede l’entrata in funzione di quattro nuovi impianti di trattamento entro l’inizio del 2027.

Questo passaggio permetterà di elevare dal 13% al 77% la quota di rifiuti lavorata direttamente a Roma entro il 2028, affiancando il termovalorizzatore e la valorizzazione della frazione organica per la produzione di biometano.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento