

Presto ospiti nella capitale 50 bambini vittime del conflitto mediorentale
Mentre il conflitto israelo-libanese prosegue nella sua tragica “escalation”, il Comune di Roma promuove un’iniziativa che consentirà a cinquanta bambini, 25 libanesi e 25 israeliani, di venire ospitati nella capitale per quindici giorni in strutture dedicate ai minori. A tale scopo la Farnesina ha già concordato con i paesi in guerra l’apertura di un convoglio umanitario. Al termine della permanenza i bambini torneranno a casa insigniti del titolo di “ambasciatori di pace”, augurandoci che nel frattempo il lavoro della diplomazia produca (quanto meno) una tregua.
Il progetto presentato in Campidoglio l’8 agosto scorso dagli assessori comunali Lucio D’Ubadlo e Raffaella Milano, sarà realizzato con la collaborazione della Caritas di Roma, della Comunità di S. Egidio e, a dispetto di chi continua a gettare bombe, delle comunità libanesi ed ebraiche. La Croce Rossa italiana, da parte sua, ha assicurato che, per ogni evenienza, sarà pronta a fornire mezzi di trasporto (ambulanze, pulmini) e personale medico.
I bambini che giungeranno a Roma avranno un’età compresa tra gli 8 e i 12 anni “perché – ha spiegato l’assessore Milano – non essendo troppo piccoli saranno difficilmente esposti al trauma di dovere lasciare il proprio paese e, comunque, se ne avranno bisogno, riceveranno tutte le cure sanitarie necessarie insieme al sostegno psicologico”.
L’obiettivo dell’amministrazione capitolina, fatto proprio dallo stesso assessore, è quello di fare da battistrada ad altre iniziative, magari ad opera di altri comuni italiani. Per questo si pensa di rilanciare il progetto in sede nazionale Anci.
Il sindaco Veltroni, assente dalla capitale, attraverso un messaggio letto dall’assessore D’Ubaldo ha voluto ribadire “il valore umanitario dell’iniziativa” sottolineando che da Roma “parte un segnale che ha significato di dialogo, incontro, speranza”.
Condividendo in pieno i principi che l’hanno ispirata, non riusciamo tuttavia a scorgere nell’iniziativa qualcosa di più del suo grande (e indiscutibile) significato simbolico. A noi sembra più concreto l’impegno del Campidoglio quando interviene a sostegno dei progetti di singole comunità o di organizzazioni di volontariato internazionale attive in zone di guerra.
E proprio nella speranza di fornire un contributo in questa direzione, cogliamo l’occasione per sollecitare tali organismi ad inviare i loro programmi di solidarietà all’indirizzo e mail progetti@resroma.it. Ricordiamo che il Res è il registro romano della solidarietà che raccoglie i nominativi dei gruppi disponibili a svolgere volontariato.
I progetti di solidarietà attualmente in corso sono Save the children (già attivato in Libano e Palestina un piano di aiuti per aiutare i bambini vittime del conflitto) e Unicef emergenza Libano (lanciata una campagna internazionale di donazioni a vantaggio degli stessi bambini).
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