Roma, scatta l’allarme dopo rogo in campo nomadi

Il sindaco Alemanno: “Dall’Europa risposta per gestire i flussi migratori”

È allarme a Roma sui micro-insediamenti, dopo l’incendio divampato la notte del 27 agosto presso il campo rom della Muratella, in cui ha perso la vita un bimbo di tre anni. Sulla tragedia è arrivato unanime il cordoglio del mondo politico, mentre si è riaccesa la polemica intorno a temi caldi come la legalità e la sicurezza nella capitale.

Sulla delicata questione è intervenuto Fabrizio Santori (PdL), presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, che in una nota ha dichiarato: “(…) Questa tragedia non fa altro che dimostrare ancora una volta come il piano nomadi voluto dalla giunta Alemanno sia la via giusta per risolvere situazioni di degrado e miseria che esasperano i cittadini romani e costringono gli stessi nomadi a vivere in condizioni disumane nelle quali i primi a rimetterci sono sempre i più deboli ed indifesi”. Lo stesso Santori ha poi proseguito indicando soluzioni immediate per contrastare l’abusivismo, come quelle delle espulsioni e dei rimpatri assistiti: “I rom devono capire che Roma è satura: il piano nomadi non prevede nuovi arrivi. Allo stesso tempo l’Europa deve collaborare, aiutando i paesi d’origine a gestire e finanziare programmi che consentano ai rom di rimanere in loco per lavorare e mandare i propri figli a scuola, per evitare che coloro che sono espulsi da altri paesi possano poi con facilità varcare le altre frontiere e venire ad accamparsi dove capita dimenticando le più banali regole di sicurezza e di decoro nella cura dei bambini, rendendosi così in buona parte responsabili delle stesse sventure che li colpiscono”.

Intanto arriva anche la mobilitazione del Comitato Muratella, che in una lettera aperta alle istituzione romane dichiara lo stato di allerta. In particolare vengono segnalati all’Amministrazione ed alla Prefettura altri due campi abusivi presenti a Muratella che versano esattamente nelle stesse condizioni di Via Morselli (sulla cui area sono già in atto le manovre di sgombero e bonifica), e che anche per questi due campi bisognerà operare una rapidissima ricollocazione per evitare ulteriori sciagure. Nella lettera il Comitato ricorda inoltre quando il 21 giugno scorso il sindaco Alemanno si era recato a Muratella per impegnarsi con la cittadinanza per inserire nel piano nomadi il campo di Via Marchetti ed a sorvegliare l’area del campo. “Da allora – segnalano i residenti – la presenza della Polizia Municipale, all’inizio costante, si è diradata nel tempo fino a scomparire del tutto in questi giorni”.

Si punta in particolare ad una rivisitazione del piano nomadi, promosso dal Comune di Roma per fronteggiare l’emergenza. Pronta è arrivata anche la risposta del sindaco Alemanno, che parlando di una nuova verifica dei campi abusivi e ricordando che in due anni ci sono stati oltre 150 sgomberi, ha dichiarato che il Piano previsto dal Campidoglio è “l’unica strada per poter chiudere gli accampamenti abusivi che sono luoghi molto pericolosi sia per la sicurezza dei cittadini sia per la vita di chi vi abita”. Il primo cittadino ha poi assicurato che “il Comune si farà carico di tutte le spese”, ma fa appello all‘Unione Europea affinché vari strategie nazionali e comunitarie in grado di arginare il fenomeno: “Senza una risposta di carattere europeo le città finiscono per essere incapaci di fronteggiare da sole la situazioni”. Nel frattempo ieri, 28 agosto, l’assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso, durante il vertice sull´emergenza nomadi organizzato dalla Prefettura con i presidenti dei municipi e con tutti i sindaci dei comuni limitrofi a Roma, ammetteva che sono state individuate tre aree e spronava il prefetto ad andare avanti: “Se si riuscisse a partire in 5-6 mesi, in un anno e mezzo potremmo dare un nuovo volto alla città”. La strada da percorrere sembra indicata.

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