Roma Social Pride

Il terzo settore protesta in Campidoglio

Per oggi, 17 febbraio, in Campidoglio il terzo settore ha organizzato ‘un Social Pride’, una manifestazione per protestare contro i tagli del Fondo per le politiche sociali e per portare all’attenzione di tutti la necessità non più rimandabile di definire un nuovo modello di welfare locale. Hanno già dato le proprie adesioni molti consiglieri comunali e presidenti  municipali.

"In questo paese – dichiara la consigliera capitolina Maria Gemma Azuni – stiamo assistendo ad uno smantellamento progressivo delle politiche del welfare. Negli ultimi anni, lo testimoniano i tagli significativi dei fondi statali:

Il Fondo nazionale delle politiche sociali ha visto una riduzione del 37,1% nel 2011 rispetto al 2010 , con la conseguente penalizzazione dei servizi sociali territoriali, dalle Regioni fino ai Comuni;

– la manovra di bilancio del 2011 cancella il fondo per la non autosufficienza, in un paese dove vivono 2,6 milioni di non autosufficienti e disabili;

– il Fondo per le politiche delle famiglie nel 2011 sarà ridotto del 72,2% rispetto al 2010;

– le politiche giovanili nel 2011 subiranno una decurtazione del 86,4%;

– il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione subirà nel 2011 una riduzione delle risorse del 77% rispetto al 2010;

– il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati è già stato azzerato negli anni scorsi, insieme al piano straordinario per i servizi socio-educativi territoriali per la prima infanzia;

– il Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, introdotto dalla Legge 285/97, riservato solo a15 città, rimane sostanzialmente invariato ma con il progressivo smantellamento del FNPS non rappresenterà più un valore aggiunto al sistema dei servizi territoriali, ma diventerà uno strumento per finanziare i servizi essenziali.

Tutto questo avrà una ricaduta devastante sugli interventi e i servizi degli enti locali a cui compete l’assistenza, sul terzo settore e conseguentemente sulle famiglie e sugli utenti fortemente deprivati.

Come se non bastasse la Giunta capitolina romana affronta questa palese crisi con l’iniquo meccanismo del “prosoluto”, meccanismo istituito con deliberazione n.281/2010, con cui il Comune di Roma effettua i pagamenti delle fatture, per i servizi resi dagli organismi del terzo settore con notevole ritardo, cedendoli agli istituti bancari e scaricando i costi relativi agli interessi passivi, sulle cooperative.
Mi preoccupa la sorte dei lavoratori impiegati nelle cooperative, molti dei quali professionalizzati e con competenze e conoscenze specifiche e quella delle fasce più deboli, sempre di più esposti al rischio reale di non poter usufruire più di servizi essenziali".
 

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