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“RomaPerKyoto”, l’impegno della Capitale per l’ambiente

Lo stato d’avanzamento del progetto di Roma per la riduzione dei gas serra

Sabato 18 marzo si è tenuto in Campidoglio, presso la sala della Protomoteca, un convegno per fare il punto sulle strategie attuate dall’Assessorato alle Politiche Ambientali capitolino in merito al “Protocollo di Kyoto”, entrato ufficialmente in vigore il 16 febbraio 2005. L’Italia è tra i 122 paesi sottoscrittori del piano (ratificato il 30 maggio 2002) con l’impegno di ridurre le emissioni di gas serra, prodotti dai combustibili fossili, del 6% entro il 2012.

Oltre ad un Piano d’azione del governo centrale, anche le realtà locali hanno dovuto partecipare attivamente alla pianificazione e alla realizzazione degli interventi necessari. Il programma quadriennale ideato dall’Assessorato alle Politiche Ambientali della Capitale, denominato “RomaPerKyoto”, punta alla riduzione del 6,5% delle emissioni prodotte nel territorio comunale entro il 2012.

Le strategie messe a punto dalla Giunta per il completamento del progetto si sono concentrate, fino ad oggi, sull’aumento ed il recupero delle aree boschive utili all’assorbimento naturale dell’anidride carbonica; l’uso di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili disponibili nel territorio comunale e l’utilizzo di tecnologie in grado di ottimizzare l’efficienza energetica; l’incentivazione della mobilità sostenibile; la diffusione di tecnologie e pratiche “a basso impatto ambientale” presso i cittadini. Il progetto “RomaPerKyoto” avviato il primo ottobre 2004, terminerà il 30 settembre 2008 per un totale di 48 mesi.

Nel 1997 nella città giapponese di Kyoto è stato siglato un accordo internazionale per porre freno alle emissioni (principalmente anidride carbonica – Co2) prodotte dalle attività umane.
All’aumento di tali gas viene imputato il progressivo innalzamento della temperatura globale della terra a causa del cosiddetto “effetto serra”. Il meccanismo è semplice: il calore del sole restituito dalla terra viene normalmente trattenuto dallo strato di Co2 che avvolge il pianeta col conseguente surriscaldamento dell’atmosfera.

La situazione potrebbe portare a devastanti cambiamenti del sistema climatico. Gli scienziati parlano di segni già evidenti, con il livello dei mari cresciuto di 10-20 cm rispetto alle medie precedenti l’industrializzazione, l’avanzamento della desertificazione, la riduzione dei ghiacciai, la scomparsa o la migrazione di molte specie animali, la diminuzione delle riserve d’acqua non salata.

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