

Riflessioni sulle osservazioni di Giovannetti pubblicate su Abitare a Roma
Le osservazioni di Giovannetti dello scorso 21 ottobre sulle pagine di Abitare A meritano un approfondimento.
Che il Municipio, così come è strutturato adesso, sia ben lungi dall’essere quell’istituzione che avrebbe dovuto sostituirsi – in parte – al Comune ed alle sue costole – i famigerati dipartimenti- è cosa nota a tutti.
E’ tuttavia altrettanto noto che se il Comune non intende privarsi di alcune prerogative (poteri?) ciò non è affatto imputabile alla volontà dei consiglieri del Municipio.
Se in neppure uno solo dei diciannove Municipi si è creato un fronte comune, un cosidetto ‘partito del decentramento’, è evidente che questo non è da ascriversi ad una occulta regia che parte dai Municipi.
E’ altresì addirittura ovvio che le responsabilità del mancato decentramento siano da ricercare altrove. Ovvero in Campidoglio.
Sfido chiunque a dimostrare- anche solo ad ipotizzare- che una protesta, anche vibrata, da parte di un Municipio, o più Municipi, seppur compatti, possa indurre il Comune a privare i vari Dipartimenti ( forse non tutti lo sanno, ma la stragrande maggioranza delle decisioni vengono assunte in quelle sedi!) delle competenze e delegarle ai parlamentini locali.
Vi sono delle responsabilità politiche certe in merito al fatto che il decentramento non trova attuazione se è vero che da più di tre consigliature la maggioranza al Campidoglio è sempre la stessa. Ed anche una buona parte della quarta si sta consumando.
In nessuna delle tre consigliature precedenti la maggioranza capitolina, pur avendo titoli e numeri per farlo, ha messo mano al progetto che prevedeva l’attuazione del decentramento.
Anche se, per verità di storia, occorre dire che di decentramento in senso stretto se ne parla solo dal 2001.
Non di meno si fa notare l’inutilità di alcuni atti presentati in consiglio e dei quali si è parlato anche in questa sede.
Debbo arguire che se il nostro territorio versa nelle condizioni che sono note a tutti ciò è da addebitarsi non già alle delegazioni prima ed alle circoscrizioni poi, ma ai soli Municipi.
In altre parole solo adesso scopro che dal 2001 i destini dei diciannove Municipi ( mi sembra d’aver capito che non se ne salva nessuno!) sono miseramente crollati.
Eppure ero convinto che sin dall’81, da quando cioè le Delegazioni assunsero la denominazione di Circoscrizioni, le cose non andassero granchè meglio.
Ma evidentemente mi ero distratto.
Con questo non voglio dire che siccome le cose sono sempre andate in un certo modo, i consiglieri Municipali sono legittimati a continuare a far male e se possibile peggio!
Voglio però affermare che ( parlo per la parte che mi compete e che ho l’onore di rappresentare in consiglio), per quanto possa sembrare sterile ed inutile, a sottolineare la differenza tra certi documenti ed altri, il sottoscritto sino a che avrà la possibilità di farlo, lo farà.
Sono stato tra coloro che hanno evidenziato la strumentalità del comportamento in aula della maggioranza sul vigile di quartiere.
Sono stato tra coloro che hanno evidenziato che il comportamento sul documento presentato da chi governa il territorio ( quello sul poliziotto di quartiere) collidesse, in maniera a dir poco goffa, con quello tenuto in aula, appena qualche giorno prima, sul vigile di quartiere. Due documenti sostanzialmente uguali, ma due voti diversi.
E ho fortemente criticato il corridoio centrale della mobilità di viale Palmiro Togliatti. Ho osservato la infelice collocazione delle panchine e della triste sorte che toccherà alla pista ciclabile e soprattutto a chi avrà la sventurata idea di percorrerla.
In tutta onestà non avevo alcuna particolare pretesa o ambizione nello scrivere di alcuni temi sulle pagine di Abitare A, non sono così sprovveduto, nè volevo convincere qualcuno perchè i fatti che ho rilevato erano, e ahimè sono, sotto gli occhi di tutti.
Ma è vero anche che di fronte a situazioni così grossolane se da una parte si può far rilevare l’inutilità di certe battaglie, dall’altra mi chiedo come sia possibile tacere di fronte a tutto ciò.
E’ irragionevole pertanto credere che siano i consiglieri locali a non desiderare il decentramento. Che poi il decentramento debba partire dall’autonomia di bilancio o debba seguire un altro iter, questa sì che è questione di lana caprina.
Per concludere: che i Municipi siano istituzioni con scarsi poteri, nessuna competenza e che costituiscono un inutile ed onoroso orpello della già farraginosa macchina amministrativa capitolina non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo. Ma non credo che dibattere sulla strumentalità di un documento piuttosto che di un altro possa costituire un ulteriore danno alla cittadinanza.
Alfonso Rossetti consigliere Municipio VII (FI)
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