

L’Argentina non si smentisce e batte l’Italia per 23 a 16 nel Test Match del 18 novembre
Ancora un volta la Nazionale azzurra non ce l’ha fatta. Ancora una volta ha giocato bene e illuso i tifosi fino alla fine del primo tempo per poi cadere in picchiata durante il secondo. Difficile attribuire delle precise responsabilità, anche Ramiro Pez e Paul Griffen, sono stati più di una volta incitati dalle roboanti curve del Flaminio. Ma, come lo stesso Capitano Marco Bortolami precisa in conferenza stampa “il Rugby si gioca in quindici e le responsabilità sono sempre di tutti”.
L’Argentina parte in vantaggio, approfittando di un calcio di punizione piazzato dall’infallibile Todeschini, grande protagonista della squadra bianco-azzurra. L’Italia, come aveva fatto con l’Australia, recupera con la punizione di Bortolussi portandosi al 3 a 3, per poi arrivare al vantaggio con un altro calcio piazzato dello stesso numero 15. Ramiro Pez, “reo” di due errori clamorosi nel precedente match contro la Nazionale oceanica, è in campo, ma sembra un’anima in pena. Le poche palle prese non riesce a mantenerle e l’unico drop tentato si rivela un disastro.
Il Coach Berbizier, arrivato il secondo tempo, sostituisce sia Pez che Griffen che in campo c’è, ma non si vede. I Pumas intanto riescono ad andare in meta al 14’ e al 23’ minuto (della seconda ripresa), con successive trasformazioni di Todeschini. Argentina 20, Italia 9.
Gli azzurri riescono, piano piano a ripartire e al 38’ riescono ad arrivare in meta, trasformata poi da Bortolussi, e a portare l’Italia a quota 16. Tra il pubblico emozione e amarezza allo stesso tempo. L’Argentina conclude con un calcio di punizione che la porta al risultato finale di 23 a 16.
La partita di sabato 18 novembre, secondo appassionati ed addetti ai lavori, non era necessariamente scontata. L’Italia è in fondo l’ultima arrivata, ha ancora tanto da imparare, ma gli errori commessi sembrano più dettati dalla distrazione e dalla confusione che da incolmabili lacune tecniche. Da sottolineare lo sforzo organizzativo della Federazione Italiana Rugby che è riuscita ad attirare al Flaminio un buon numero di tifosi e ad assicurare, soprattutto grazie alla preziosa collaborazione del festoso ed educato “popolo del Rugby”, una giornata di festa.
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