

L´ex sindaco, rimasto rimasto sui banchi del Consiglio a guidare l´opposizione dopo la sconfitta elettorale, interviene sui temi più scottanti
Riportimo qui di seguito un’intervista di Paolo Boccacci tratta dal sito repubblica.it: "Senza idee, ferma e incattivita"
E’ la prima intervista a Rutelli a sei mesi dal voto. Lo sfidante sconfitto dà una sua interpretazione della Roma di Alemanno"
Dopo sei mesi dal giorno in cui Gianni Alemanno è stato eletto, la città ha un´amministrazione senza idee, è ferma e la società è attraversata da brutti segnali di incattivimento». L´ex sindaco di Roma e uno dei leader dei Pd, Francesco Rutelli, dopo la sconfitta elettorale è rimasto sui banchi del Consiglio a guidare l´opposizione ed ora riscende in campo.
Uno dei provvedimenti presi dal sindaco in questi mesi è stata l´ordinanza anti prostituzione.
Che ne pensa?
«Il mio giudizio su questa iniziativa è abbastanza positivo. Anche se non risolve i problemi strutturali, ha certamente contribuito a risolvere situazioni intollerabili come quella sulla Salaria. Ma per il resto non c´è nulla».
Lei parla di una «città ferma».
«Prendiamo la gestione dei cantieri e della viabilità: è davvero pessima, con situazioni disastrose per il traffico. Dieci anni fa abbiamo aperto migliaia di cantieri in simultanea per il Giubileo e Roma ha visto una gestione razionale. Perché ricominciare sempre daccapo?»
Tanti piani sono stati rimessi in discussione.
«Prendiamo viale Libia. Hanno buttato a mare la strada verde e dalle notizie che ho i residenti sono furibondi per la paralisi, i pendolari bloccati negli autobus e sono scontenti anche i commercianti che pure l´hanno voluto: il caos allontana i clienti. È un caso emblematico.
Come quello delle strisce blu»
In che senso?
«Oggi è più difficile parcheggiare a Roma. Con le strisce bianche ci sono molti più giri a vuoto e doppie file. Il sistema è grippato».
Sono stati cancellati anche il parcheggio del Pincio, la «città dei bambini» all´ex Fiera e ci si appresta a bloccare il progetto di Renzo Piano per le torri dell´Eur.
«È sbagliato che una giunta si caratterizzi non con i suoi progetti, ma per una guerriglia incessante contro quelli già varati. Ne aggiungo uno: quando io ho lasciato il governo non ho dato il via libera, per rispetto alle decisioni del nuovo sindaco, al progetto della Città del futuro, un´anticipazione del Museo della Scienza, da realizzare nelle caserme di via Reni. È stato concepito come spazio di informazione sui cambiamenti del vivere urbano, luogo di avanguardia internazionale. Ci sono i soldi, è pronta tutta la procedura che dovrebbe essere conclusa per il 2011, ma finora, dopo sei mesi, è tutto bloccato. Una cosa paradossale».
Quanto pagherà Roma alla crisi economica?
«Questa città sta entrando in una fase difficilissima. Ha bisogno di progetti e di investimenti, non di messaggi contraddittori, conflitti quotidiani e zero progetti. Noi avremo il comparto Alitalia-Fiumicino, che perderà non meno di 6-7 mila occupati; una cifra simile viene dagli esuberi Unicredit e Telecom. Servono idee che facciano ripartire il motore della città. Mica si può aspettare per 9 mesi la Commissione Marzano! Turismo, cultura, servizi possono dare risposte immediate».
E l´operazione sicurezza?
«Se c´è un terreno sul quale dobbiamo dare la nostra collaborazione è quello della sicurezza, anche se ci dobbiamo chiedere che cosa succederà quando non avremo più i soldati nelle strade, ma migliaia di pensionamenti senza rimpiazzo tra le forze dell´ordine. Però l´amministrazione deve abbassare gli allarmi, non esasperarli. Altrimenti questa è una città in cui rapidamente si può passare a forme di incattivimento di cui già vediamo segnali preoccupanti, bullismo, razzismo, bande giovanili. La giunta, pur essendo di destra, non può abbandonare l´alfabeto storico-culturale di questa città. Le polemiche pur effimere su una sorta di giustificazione del fascismo prima delle leggi razziali e la vicenda surreale del riconoscimento alle truppe pontificie a Porta Pia allontanano da questa necessaria continuità».
Un´altra polemica ha riguardato le case popolari da costruire anche nell´agro romano.
«L´opposizione in Campidoglio nei giorni prossimi farà un´operazione verità sulle case popolari che si possono costruire rapidamente senza intaccare il patrimonio fondamentale dell´agro romano».
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