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S.O.S. tartarughe assassine

Come nel laghetto del parco Palatucci in tutti gli specchi d'acqua si nascondono delle pericolose nemiche degli ecosistemi

Nel laghetto del “Parco Palatucci”, a Tor Tre Teste, è ormai impossibile non notare la presenza di alcuni esemplari di tartarughe dalle guance rosse.

Questi graziosi animali, il cui nome scientifico è Trachemys scripta elegans, appaiono tanto innocui quanto ben ambientati nel piccolo specchio d’acqua.

Immobili sulle sponde, dediti a prendere il sole, non ci verrebbe mai in mente che questo pacifico animale è in realtà una vera minaccia per la sopravvivenza dell’intero ecosistema lacustre, nonché degli animali che lo popolano. Gli adulti, sono soliti strisciare tra le piante di Loto distruggendo così i nidi che le gallinelle d’acqua costruiscono faticosamente; da voraci mangiatori di alghe e di tutto ciò che cresce sul fondale quali sono, creano ulteriori problemi ai legittimi abitanti quali, appunto, la gallinella d’acqua e le oche di varie specie.

Spesso, questi ultimi non riescono a vincere nella competizione con le tartarughe e, sempre più spesso, si vedono soffiare il cibo da sotto il naso.

Come se non bastasse i piccoli delle tartarughe, che ogni hanno nascono numerosi, si cibano di insetti e anfibi e non disdegnano le uova della gallinella d’acqua, deposte proprio nello stesso periodo.

Da dove provengono questi animali? Tutti ricorderemo quelle piccole tartarughine che, passeggiando tra i mercati, molti bambini hanno desiderato e che alcuni genitori pensando “beh, sempre meglio di un cane” hanno deciso di regalargli. Ebbene si, quei piccoli esserini, importati dagli Stati Uniti che erano ancora delle uova, sono giunti nelle nostre case e sono cresciuti, talmente tanto da non permetterci più di poterli tenere; quindi che cosa abbiamo pensato di fare? Da bravi amanti degli animali abbiamo deciso, seppur a malincuore, di donargli la libertà. Questa scelta ha creato molti problemi ambientali; ora, infatti, tutti i laghetti della capitale sono infestati dalle Trachemis.

Il fenomeno è una vera minaccia, non solo per i motivi sopra citati, ma anche perché la presenza di queste tartarughe è la causa di estinzione della nostra tartaruga palustre, la Emys orbicularis. Il risultato è che oggi le due specie sono in grado di accoppiarsi tra loro; ed è sempre più difficile che due esemplari puri e della stessa specie riescano ad incontrarsi.

Per contrastare questa situazione, la Comunità Europea ha emanato il regolamento n° 338/97 del Consiglio del 9 dicembre 1996, che vieta l’introduzione della Trachemys scripta elegans in Europa.
Chiunque possedesse una tartaruga di questa specie e non fosse più in grado di occuparsene, può rivolgersi al Corpo Forestale dello Stato che ha da poco istituito un centro di recupero, in cui personale specializzato potrà prendersene cura, assicurandogli un appropriato mantenimento e impedendo così la distruzione dei nostri ecosistemi.

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