

L'artista premio Oscar si è spento nella sua abitazione a San Francisco. L'ipotesi più accreditata è il suicidio
Robin Williams, un uomo che ha lasciato una chiara impronta nella storia cinematografica, è deceduto lunedì 11 agosto 2014. Sono le 12 (orario di San Francisco) quando giunge la chiamata al 911 dove si segnalava un uomo incosciente sul pavimento della sua abitazione. Suicidio, questa la prima ipotesi degli agenti giunti sul luogo. Il decesso dell’attore sarebbe avvenuto per asfissia stando ad un’approssimativa ricostruzione.
Da tempo Williams, nato a Chicago nel 1951, soffriva di una dipendenza da alcool dalla quale era intenzionato ad uscire. La depressione, probabilmente, gli aveva spianato la strada per questo tunnel dal quale è difficilissimo uscire. Voci competenti giurano che quella dell’alcool sia la peggiore dipendenza.
Nel 1997 vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista nel film “Good Will Hunting”. Tanti i film che hanno lasciato un ricordo indelebile nel nostro cuore e nella nostra mente, da “Hook” passando per “L’attimo fuggente” ricordando “Mrs Doubtfire” ed il dolcissimo sorriso del medico fisioterapista in “Patch Adams”. Tre moglie e tre figli hanno colorato la sua vita privata dal gusto frizzante e per niente piatto.
Tanti i messaggi di cordoglio su Twitter, in primis Barack Obama ma anche Kevin Spacey, Steve Martin, Eva Longoria e molti altri. Sembra una storia già sentita, il successo, la fama, il cospicuo denaro e poi la fine in disgrazia.
Restiamo aggrappati a quel “perché” del quale ormai siamo quasi nauseati, senza pensare che non serve sempre affiancare un perché ad alcuni fatti. Ci si tormenta alla ricerca di un motivo e non si gode di quei fantastici ricordi che ci ha lasciato in dono. La certezza è che ad Hollywood c’è una stella in meno, ma guardando bene noterete che ce n’è una in più in cielo. Ciao Robin.
https://www.youtube.com/watch?v=j1uWvvMsL5w
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