

Rappresentata dal Laboratorio teatrale dell'associazione culturale Terzo Millennio
Il 2 settembre, nello splendido scenario della piazza di Corte di Sambuci, davanti ad un foltissimo pubblico il Laboratorio teatrale dell’associazione culturale Terzo Millennio ha rappresentato con successo ’A Mandragora, commedia in dialetto sambuciano di Aurora Fratini.
Liberamente tratta dalla celebre opera del Machiavelli (del 1518), la commedia, riadattata al linguaggio popolare locale e riambientata in una dimensione paesana, modesta e quotidiana, ha rimesso in scena la girandola ora giocosa e comica, ora aggressiva e beffarda di un crudele inganno che alla fine sortisce gli effetti desiderati.
La trama è nota: il giovane Callimaco giunge da Parigi per conquistare la bellissima Lucrezia. Colpito dal fascino della donna, se ne innamora perdutamente e vuole trovare il modo di averla. La bella e onestissima fanciulla è ritenuta sterile dal marito, il notaio Nicia, personaggio un po’ tonto e non più giovanissimo che ha, come unico desiderio, che la stupenda moglie resti incinta. Con l’aiuto della serva Sira, del parassita Ligurio e di altri personaggi, Callimaco convince il notaio a propinare alla moglie la miracolosa e potente erba mandragola che, a suo dire, ha il potere di rendere le donne fertili. Ma bisogna porre estrema attenzione nell’utilizzo di questa erba straordinaria, perché ucciderà chi giacerà con Lucrezia per primo. Ovviamente questo non è vero, ma serve all’innamorato per raggiungere il suo scopo. Nicia acconsente, e supera la paura di essere lui il predestinato a morire perché gli viene detto che sarà un mendicante la vittima del primo amplesso. Ligurio, fra Timoteo, Sostrata e le servitrici, convincono la reticente Lucrezia a sottostare all’esperimento: Callimaco si presta come presunta vittima, camuffato da mendicante e, come desiderava, riesce ad ottenere la donna amata. Quest’ultima, scoperta la meschinità del marito, accetta gli eventi come volere divino.
La commedia si presta ancora oggi a rifacimenti, “contaminatio”, adattamenti, che la rendono vivacemente attuale nel teatro contemporaneo. L’autrice Aurora Fratini che l’ha riproposta, con i doverosi adattamenti, a Sambuci, è riuscita, abilmente, a divertire il pubblico. Della commedia originale ha mantenuto l’impianto di fondo e l’affabulazione, aggiungendovi o modificando alcuni personaggi, alcune situazioni, i dialoghi. In questi ultimi è emersa una grande padronanza del vernacolo sambuciano, dei proverbi e modi di dire locali che hanno reso la commedia ancor più esilarante.
Aurora Fratini, vera anima del gruppo teatrale oltre al testo (nella cui revisione è stata coadiuvata da Patrizia Fratini) e che costituisce opera originale in dialetto scritta per il teatro, ha curato anche la direzione artistica, la sceneggiatura e la regia dello spettacolo. Hanno collaborato per i costumi, la Sartoria dell’A.C. Terzo Millennio; per il trucco e le acconciature: Anna Maria Proietti e socie; per il montaggio le strutture scenografiche: Giuseppe Nicoletti, Cesare Mattia; per le strutture, luci e suoni: Grup Dek di S. Bonell; per le riprese video e fotografia: Carlo Proietti.
Applauditissimi durante e dopo lo spettacolo i personaggi ed interpreti, per la loro bravura (di livello molto più che amatoriale) e l’impegno profuso, meritano di essere citati uno ad uno: Callimaco, finto medico e amante di Lucrezia: Matteo Panatta; Sira, fedele servitrice di Callimaco: Natasha Proietti; Il notaio Nicia, marito di Lucrezia: Cesare Mattia; Lucrezia: Sara Proietti; Ligurio, parassita e imbroglione: Carlo Disint; Sostrata, madre di Lucrezia: Patrizia Fratini; Fra’ Timoteo: Giuseppe Nicoletti; Marianna, bàlia di Lucrezia: Loredana Fratini; Velina, fedele servitrice di Lucrezia: Francesca Polzelli; Sibilla, maga, erborista e guaritrice: Gloria Polzelli..
L’allestimento dello spettacolo è stato reso possibile dalla Provincia di Roma, assessorato alle Politiche Culturali, dal Comune di Sambuci e dall’assessorato alla Cultura dello stesso Comune.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.