

Il presidente del X invita tutti i consiglieri, assessori e presidenti a riflettere sui loro "opachi e deprimenti destini"
Ma qualcuno ha avvertito l’assessore D’Ubaldo che nel corso degli ultimi sei anni nella nostra città sono state istituite le municipalità? Qualcuno ha avuto la compiacenza di sottoporre all’assessore al decentramento la lettura delle delibere n. 10 del febbraio 1999 e n. 22 del gennaio 2001? A leggere le sue dichiarazioni sul Corriere della sera del 24 aprile 2007 parrebbe proprio di no.
Nella sua interpretazione degli assetti amministrativi e istituzionali del Comune di Roma, le sedi decentrate avrebbero la sola funzione di trasmissione e mera gestione delle decisioni prese dalla giunta comunale. In sostanza, sarebbero uffici passacarte. Una funzione che potrebbero peraltro svolgere i soli uffici amministrativi.
E’ sconcertante ritrovarci un Assessore che dovrebbe occuparsi di rinsaldare e sviluppare i nuovi ruoli delle amministrazioni decentrate e che invece si impegna per un loro vistoso ridimensionamento. E’ inoltre umiliante per i cittadini che sono stati chiamati a votare per ben due volte i nuovi municipi e desolante per gli stessi eletti. E’ del tutto evidente che, stante questa imbarazzante situazione, delle due, l’una: o sciogliamo definitivamente queste istituzioni locali, o riaggiorniamo il quadro di riferimento politico dell’assessore.
Ora capisco meglio le ragioni della mancata riforma dell’intera macchina comunale, cosi come l’interruzione di ogni processo di democratizzazione istituzionale. La scelta di D’Ubaldo per un assessorato dai compiti strategici è stata compiuta proprio per depotenziarli. Propongo a questo punto che, in quanto Ente inutile, venga definitivamente accantonata la delega del decentramento in seno alla giunta comunale. Quanto ai Municipi, invito tutti noi consiglieri, assessori e presidenti a riflettere sui nostri opachi e deprimenti destini.
Il presidente del X municipio Sandro Medici
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