Municipi:

Sanità Lazio, scontro totale: medici contro la Regione sulle ricette

Lo spettro del monitoraggio sulle prescrizioni accende la protesta: sindacati pronti alla mobilitazione

Non è bastata una nota di precisazione a placare l’ira dei medici di medicina generale del Lazio. Quello che era iniziato come un confronto tecnico sulla spesa farmaceutica si è trasformato in poche ore in una battaglia ideologica e professionale che vede contrapposti il Presidente della Regione e l’Ordine dei Medici di Roma, guidato da Antonio Magi.

Il “Grande Fratello” delle ricette: la circolare della discordia

La miccia è stata accesa da un documento della Direzione regionale Salute intitolato “Disposizioni per il monitoraggio della farmaceutica convenzionata”.

Il piano prevedeva l’istituzione delle Capi (Commissioni appropriatezza prescrittiva interdistrettuale), con il compito di analizzare ogni mese il profilo di 10 medici per ogni distretto, pronti a finire sotto la lente d’ingrandimento del sistema informatico Bihealth.

Per le sigle sindacali, a partire dalla Fimmg Roma, si è trattato di un guanto di sfida inaccettabile:

“Un intervento ispettivo che lede l’autonomia e la dignità professionale, generando un clima di diffidenza” hanno scritto i camici bianchi, proclamando immediatamente lo stato di mobilitazione e ritirando i propri rappresentanti da tutti i tavoli regionali.

Lo scontro sulle “Lobby” e le competenze

A gettare benzina sul fuoco sono state le dichiarazioni di Rocca durante una conferenza internazionale il 27 marzo. Il Governatore ha evocato una “intera lobby potentissima” impegnata a remare contro il passaggio di alcune competenze sanitarie (presumibilmente verso il personale infermieristico).

La risposta di Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, è stata durissima:

  • Difesa della formazione: “Le competenze non sono decise dalla politica alla ricerca di consensi, ma da anni di studi differenti tra medici e infermieri”.

  • Allarme sociale: “Si alimenta un clima di sfiducia che non giova ai cittadini”.

La replica di Rocca e il ruolo degli infermieri

Il Presidente della Regione ha tentato una manovra di sganciamento, definendo “sorprendente e inspiegabile” la reazione di Magi. “Nessuno mette in dubbio la centralità del medico”, ha precisato Rocca, invitando l’Ordine a un nuovo confronto insieme a Maurizio Zega, presidente dell’Opi (Ordine delle professioni infermieristiche).

Zega, dal canto suo, ha scelto una linea di mediazione, chiedendo di evitare “contrapposizioni non utili al sistema” e ribadendo la necessità di valorizzare tutte le professioni in un’ottica di equipe.

Al momento, la Regione ha deciso di sospendere la circolare sui controlli prescrittivi, ma la tregua appare fragilissima. Rocca non intende rinunciare al taglio degli sprechi farmaceutici, mentre i medici chiedono garanzie che il monitoraggio non si trasformi in una “caccia alle streghe”.


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