

Pazienti, dipendenti e familiari da settimane sotto la sede, per impedire la chiusura dell’ospedale
Dallo scorso 22 febbraio, subito dopo la manifestazione contro il decreto decreto 56/09 della Regione Lazio, che prevede il licenziamento di 241 operatori e il taglio delle risorse con una diminuzione dei posti letto dai 325 attuali ai 200, dipendenti, pazienti e familiari degli stessi, hanno organizzato un presidio permanente sotto la sede della Regione Lazio di piazza Oderico da Pordenone a Garbatella.
Come dichiarano i membri del coordinamento ‘Salviamo l’ospedale Santa Lucia’, “La chiusura dei vertici regionali ci porta ad una inevitabile mobilitazione ad oltranza, da più di un anno tra proteste ed incontri non si ha la certezza del futuro, i lavoratori non sanno quanto tempo ancora potranno contare sui loro stipendi, mentre i pazienti vivono nell’incertezza di dover interrompere le cure riabilitative, alcune delle quali solo la Santa Lucia può garantire”.
Dopo aver esposto le loro ragioni davanti la struttura ospedaliera, con una grande manifestazione, dopo avere fatto sentire la loro voce presso la sede regionale di via della Pisana, presso il Consiglio Regionale, i dipendenti del Santa Lucia hanno promosso questa iniziativa stabile, per impedire lo stop ad una delle strutture di riferimento nell’ambito della riabilitazione neuromotoria e fisioterapica per persone con problemi di deambulazione, premiata le scorse settimane tra le 50 migliori istituzioni scientifiche italiane.
In chiusura pubblichiamo la lettera di una mamma al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, sulla chiusura del Santa Lucia:
Gentile Presidente Polverini,
sono la mamma di un bimbo disabile, affetto da condrodisplasiapunctatalinked recessiva, con gravi problemi motori. Sono 5 anni che lottiamo per lui e in questo momento evito di parlare del fatto che, dopo 4 anni di attesa, mail, telefonate, siamo dovuti andare in Germania per ottenere le analisi genetiche di mio figlio (dove, dopo un anno, erano pronte).
Evito anche di parlare del fatto che mi sono dovuta cercare da sola le informazioni per fare queste analisi, i laboratori giusti, il dottore competente, dato che la sanità italiana non è stata in grado di indirizzarmi prima (fortunatamente sono un ingegnere, l’inglese lo so e uso internet… se fosse mancata anche solo una di queste cose, mio figlio non avrebbe nulla).
Non scrivo per ottenere pietà, scrivo per ottenere decenza e dignità. Vede, mio figlio ha bisogno di fare fisioterapia e di farla in una struttura particolare, attrezzata e competente. Abbiamo cambiato centro 3 volte: il primo ha chiuso per fallimento (il dirigente si era rubato tutto), la Asl non aveva i mezzi giusti e ogni volta abbiamo dovuto o pagarci la fisioterapista privata o sperare nella conoscenza di qualche dirigente medico (e me lo dico da sola che è una vergogna chiedere un favore così ma per un figlio si fa).
Poi, dopo un anno e mezzo di attesa, siamo giunti al Santa Lucia di Roma. Mio figlio, in un anno, ha imparato a camminare col carrellino deambulatore, e va in giro con una bicicletta speciale (non fa i km, non si regge da solo… ma molti dottori non scommettevano sul fatto che sarebbe stato seduto). Oggi la fisioterapista di Flavio mi dice che venerdì e mercoledì prossimi fisioterapia non ci sarà, perché loro sono costretti a fare sciopero. In barba ai grandi proclami di non chiusura della struttura, quei particolari reparti chiudono… e ci sono problemi per "pregresso" (parolona per dire che bisogna pagare debiti).
Vede, io me ne infischio della parte politica, me ne infischio se a questo punto ci siamo giunti per la gestione di destra o di sinistra. lo so solo che mio figlio ha diritto a fare un passo in più e la prossima volta che mi farà queste domande: "Perché non mi insegni a camminare da solo?" "Perché non mi insegni a giocare a calcetto?" "Quando mi vengono le gambe come le tue?" "Perché non mi porti a Lourdes che lì bagnano le gambe?" Gli dirò di rivolgere a lei queste domande. Vorrei preoccuparmi solo della felicità futura di mio figlio, non anche del fatto che questo mese faccia fisioterapia (considerando che deve farla per i prossimi 15 anni).
lo sono anche una food blogger: mi occupo di cucina ma questo non vuol dire che nella comunità di internet non si possano fare dei rumors. Tempo fa ho scritto un post di denuncia al quale hanno aderito centinaia di persone. E i mezzi per far sapere che al Santa Lucia non si è risolto un bel niente ci sono.
Sono stanca. E molto. Non è dignitoso chiudere quella struttura, mentre vedo sui giornali la comunicazione che si amplia il Bambino Gesù (ben venga, Flavio è seguito anche lì ma non è questo il punto) e che si terranno aperte le case di cura. Mi sento presa in giro, se non peggio. Non starò ferma ad aspettare che i giochi politici non permettano a mio figlio di migliorare. Troverò il modo di giungere anche al parlamento europeo. Non è una minaccia, è una costatazione. Se questa, dopo quella francese è la migliore sanità al mondo, mi suggerisce di trasferirmi? Abbiamo il diritto di avere risposte.
Maria Grazia Viscito
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