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Scatta l’operazione “Mura pulite”, via la carta dai muri della città

Iniziata il 12 giugno, per ripulire e scoraggiare l’abusivismo

Il Comune dice stop a “manifesto selvaggio”. O, almeno, ci riprova. Il 12 giugno è infatti scattata l’operazione “Mura pulite” il cui obiettivo è quello di ripulire la città e scoraggiare l’abusivismo attraverso capillari interventi di defissione in tutto il territorio cittadino.

L’iniziativa cade nel momento giusto perché Roma, complice la scarsa cultura civica di alcuni candidati, non è mai così “incartata” come dopo una consultazione elettorale.

Ma, a dire il vero, la campagna contro “manifesto selvaggio” l’Ufficio Decoro Urbano del Comune di Roma, l’ha iniziata molto prima. Da gennaio ad oggi, infatti, sono stati defissi circa 400 mila manifesti per un costo complessivo di 600 mila euro. Per l’operazione “Mura pulite”, che si protrarrà fino a metà luglio, il Campidoglio ha stimato di spenderne la metà.

Il piano prevede l’impiego di 28 squadre di operatori, supportate dall’Ama nella raccolta e nello smaltimento dei manifesti. Il Dipartimento VIII, quale gestore dell’appalto, curerà invece la pulizia delle plance elettorali. Le squadre, ciascuna composta da tre operatori attrezzati per la defissone dei manifesti sui muri, sulle recinzioni o sulle paline, saranno impegnate quasi ininterrottamente dalle ore 7 a mezzanotte ed opereranno all’interno dei sette quadranti in cui è stato diviso il territorio. Nel dettaglio, il primo quadrante comprende il Municipio I (quindi tutto il centro storico); il secondo i Municipi II, III e XVII; il terzo il IV, V e VI; il quarto l’VIII, il IX e il X; il quinto il XII, il XV e il XVI; il sesto il XVIII , il XIX e il XX; il settimo il XIII.

I primi interventi, secondo le cadenze stabilite nel piano, già sono stati avviati nelle zone dell’Aventino, di S. Saba, via Merulana, via Cavour, viale Somalia, circonvallazione Salaria e Nomentana.

Forse qualcosa è davvero cambiato da quel lontano maggio 1995 allorchè l’Amministrazione comunale tentò, con scarso successo, di riorganizzare il servizio delle affissioni attraverso un regime semi privatistico. Stavolta i presupposti per la riuscita dell’operazione, grazie anche alle sinergie messe in campo, ci sono tutti. E’ vero, il fenomeno dell’abusivismo va combattuto ma è nostra convinzione che, in parallelo, occorra incrementare il numero dei manifesti affissi legalmente nei posti dedicati, per garantire maggiori entrate al Comune e alzare la quota di autofinanziamento del settore.

Se i segnali che ci vengono dalla lotta contro “manifesto selvaggio” sono confortanti, al contrario la città sembra ormai arresa di fronte al dilagare di “cartellone selvaggio”. La lotta contro questo tipo di abusivismo che deturpa le strade, i vicoli, le piazze, i giardini e le aree protette della città muovendo ovunque grandi interessi, da decenni si nutre di tanti proclami e pochi fatti. Non sarebbe ora che la Giunta capitolina cominciasse a mostrare i muscoli anche su questo versante?

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