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Scena da “Legalopoli” all’I.C. Manzi

Progetto finanziato dalla Regione Lazio per sensibilizzare i giovani ai comportamenti positivi
di Rita Randolfi - 9 Novembre 2009

Gli studenti di una terza media dell’I.C., “A. Manzi”, insieme a quelli del terzo anno del liceo “B. da Norcia”, e dell’ITIS “Giovanni XXIII” partecipano, dallo scorso anno, ad un progetto, finanziato dalla Regione Lazio, dal titolo “Legalopoli”, finalizzato all’analisi delle problematiche legate al rispetto delle regole civili e sociali nella realtà in cui i giovani vivono e studiano, e allo sviluppo di comportamenti positivi.

Il giorno 26 ottobre 2009 si è svolto, presso la sede succursale dell’I.C. “A. Manzi” di via De Magistris, un interessante incontro tra gli studenti, gli esperti di “Legalopoli” ed alcuni rappresentanti – testimoni di realtà sociali del VI Municipio, come la polizia, il CEMEA, il Consultorio, la Casa-famiglia L. Pavoni.

É stato chiesto ai ragazzi non solo di riassumere il lavoro già svolto in classe con i loro docenti, ma anche di esplicitare quali fossero gli specifici comportamenti percepiti come pericolosi nel loro quartiere.

Per “rompere il ghiaccio” alcuni alunni della media hanno danzato sul ritmo di una canzone hip hop, introducendo, così, al dibattito.

Gli studenti hanno individuato nell’eccesso, ossia nel superamento della soglia di gestibilità delle conseguenze di alcuni atteggiamenti, e nella solitudine, che spesso porta gli adolescenti ad entrare in “giri negativi”, le origini primarie delle possibili devianze.

Le cause che determinano questi comportamenti possono essere molteplici, la famiglia, sia quando è troppo presente, sia quando è troppo assente, la disinformazione, la volontà di provocazione e di impressionare negativamente qualcuno (in particolare per punire i genitori), la scelta di imitare il gruppo, per sentirsi integrati in esso.

I ragazzi avvertono l’ansia di assistere al progressivo degrado degli amici, considerati vittime, che attuano comportamenti sempre più rischiosi. L’eccesso è, infatti, percepito come una richiesta d’attenzione. Più in generale è stata evidenziata la paura di essere emarginati attraverso comportamenti che si amplificano ed intrecciano ad altri, portando a conseguenze negative, dirette e indirette, dal punto di vista della salute, sia fisica che psicologica, e del rischio di detenzione.

Tra i comportamenti pericolosi e potenzialmente dannosi sono state segnalate dagli studenti anche le minacce, messe in atto da chi ha veramente intenzione di fare del male.

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E’ stato notato come le minacce riguardino soprattutto le donne: la differenza di genere è apparsa una componente importante.

Si è approfondito il tema del bullismo, declinato come un comportamento di gruppo teso a provocare ripetutamente persone “diverse” colpite soprattutto quando sono isolate o comunque più indifese. Il bullo non considera le conseguenze negative del gioco da lui imposto al gruppo ai danni della vittima. La soglia dell’abuso della volontà altrui risulta già superata nel momento in cui è stata fatta oggetto di scherno una persona, che, per la sua diversità, viene comunque emarginata. La percezione della vittima è quella di aver subito una violenza, mentre il bullo, se il gioco “non va a finire male”, non considera così grave il suo comportamento.

Il bullo è come “anestetizzato” rispetto al rischio, al pericolo per sé e per gli altri, soffre del così detto “ottimismo eccessivo” rispetto alle conseguenze di tali giochi: persino gli individui che sentono che si sta andando troppo oltre tendono a non interrompere il gioco, per non essere estromessi dal gruppo.

Molto importante è stato il chiarimento del sociologo che ha spiegato ai ragazzi la differenza tra “devianza trasgressiva” e “devianza iniziatica”. La prima appare temporanea, ed è tipica dell’adolescente, la seconda, invece, vede i soggetti instradarsi in percorsi di crescita all’interno di ambienti dediti in modo più continuo e strutturato ad attività devianti e/o illegali.

Gli studenti hanno supportato le loro riflessioni, raccontando esperienze vissute in prima persona o da amici.

L’incontro è stato formativo sia per i giovani, che per gli adulti presenti. I ragazzi elaboreranno ulteriormente le problematiche rilevate, ed organizzeranno una rappresentazione, o un reading, in cui cercheranno di proporre un’alternativa positiva e possibile: la legalità, in sostanza, conviene a tutti. 
 


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