Sciopero della fame per difendere le Cooperative sociali

Chiedono il rispetto delle regole e della gara d'appalto per la manutenzione del verde a Roma

Dalla mezzanotte di lunedì 22 marzo 2010 Sandro Coltellacci (Impegno per la Promozione), Carlo Guarany (29 Giugno) e Alessandro Luparelli (L’Impronta) hanno iniziato uno sciopero della fame in un camper parcheggiato a piazza Venezia: anche Salvatore Buzzi (29 Giugno) e Salvatore Forlenza (Legacoop), partecipano alla protesta lavorando nelle rispettive aziende.

Il perché lo spiega in una nota il Coordinamento Cooperative Sociali di Roma.

"La storia che sottoponiamo alla vostra attenzione è quella delle Cooperative sociali di integrazione lavorativa, che da molti anni svolgono inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio sociale.
La nostra realtà oltre ad avere un peso specifico dal punto di vista sociale ha anche la sua rilevanza nell’economia della nostra città.
Esiste dal 1991 una normativa (la Legge nazionale 381) che ci riconosce e ci tutela e che tra l’altro prevede all’art. 5 la possibilità, da parte della Pubblica amministrazione, di affidare servizi in deroga alla normativa sui pubblici appalti.
Le precedenti Amministrazioni comunali hanno recepito ed applicato ampliamente questa normativa, affidando tra l’altro circa il 60% dei servizi di manutenzione del verde della città alle Cooperative Sociali: una scelta coraggiosa e lungimirante che ha consentito negli anni a detenuti ammessi a lavoro esterno, disabili fisici e psichici, ex tossicodipendenti, extracomunitari e richiedenti asilo, l’uscita dalla marginalità e dalla precarietà attraverso un lavoro dignitoso e regolare."

"L’organizzazione Federlazio – prosegue la nota –  negli anni passati ha più volte espresso in vari modi disappunto e contrarietà all’impiego delle Cooperative sociali. La Giunta Alemanno, pur riconoscendo il valore della cooperazione sociale istituendo una specifica riserva di appalti, sulla questione della manutenzione delle aree verdi ha sempre evidenziato la presenza delle cooperative come distorsione del mercato e il 31 dicembre 2009, alla scadenza della nostra vecchia convenzione, ha bandito una gara europea per la manutenzione del verde dell’intera città."

"Le Cooperative Sociali hanno nel frattempo più volte manifestato in Campidoglio, chiedendo che la gara europea prevedesse almeno l’obbligo dell’assorbimento del personale per i vincitori del nuovo bando, e chiedendo l’apertura di nuovi spazi di lavoro; richieste recepite dal Sindaco durante un incontro, nel corso del quale egli ha assicurato che le Cooperative sociali avrebbero potuto comunque partecipare alla gara europea e misurarsi così con il mercato."

"Le Cooperative sociali hanno costituito 3 raggruppamenti per partecipare alla gara, 2 con riferimento a Legacoop – Agci e 1 a Confcooperative.
Lo scorso 24 febbraio al primo esame documentale dei requisiti dei partecipanti alla gara il risultato è stato clamoroso: l’esclusione di 3 raggruppamenti riferiti a Federlazio e l’ammissione alla gara dei 3 raggruppamenti delle cooperative sociali.
Quindi a partecipare alla gara (3 lotti per € 21.000.000,00 in tre anni), sono rimasti solo i 3 raggruppamenti delle Cooperative sociali, la Roma Multiservizi e un’azienda di Napoli, e questo anche dopo una pronuncia del Tar del 10 marzo 2010 che ha respinto i ricorsi presentati. Dunque attualmente ci troviamo, inaspettatamente, con buone possibilità di vincita della gara. Un fatto che evidentemente ha creato scompiglio tra chi aveva fatto previsioni diverse e cerca ora di lavorare per l’annullamento della stessa gara." 

"Infatti, rumors provenienti dal Campidoglio sempre più insistenti, danno per certo l’annullamento della gara per affidare i servizi in house all’Ama in attesa di un nuovo bando di gara che consenta a chi era stato escluso di partecipare nuovamente."

"Per questo motivo abbiamo manifestato il 18 e 19 marzo, presidiando l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Roma. Sia l’assessore Fabio De Lillo, sia il consigliere delegato alla Cooperazione sociale Ugo Cassone hanno confermato che vi è una verifica di legittimità del bando di gara da parte del Segretariato Generale e del Dipartimento X del Comune di Roma, e nel contempo hanno confermato la proroga dei servizi fino al 30 giugno 2010 escludendo affidamenti in house ad Ama.
Questa verifica a posteriori del bando di gara ci appare strana dato che la gestazione dello stesso fu lunga e laboriosa ed attentamente valutata in tutti i suoi aspetti dai legali del Comune; anche il TAR non ha ravvisato estremi per l’annullamento della gara.
Da sempre abbiamo cercato con fatica di trasmettere ai nostri soci (in gran parte detenuti ed ex-detenuti) il rispetto delle regole, della legalità e delle Istituzioni. Dunque noi chiediamo, in un percorso di assoluta limpidezza e legalità, che la gara prosegua il suo corso naturale e venga espletata."

Questa la storia che sta dietro allo sciopero della fame, al quale hanno già aderito i consiglieri comunali Athos De Luca e Daniele Ozzimo, l’assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio e il consigliere regionale Augusto Battaglia. 
Solidarietà e adesione all’iniziativa è stata espressa da Antonio Ferraro (responsabile nazionale Politiche sociali PRC), Enzo Foschi (consigliere regionale del Lazio), Patrizia Prestipino (assessore alla Provincia di Roma per le Politiche del turismo, dello sport e giovanili), Mario Dany De Luca (responsabile Regionale Lazio – dipartimento Welfare e Lavoro IDV), Ivano Peduzzi (capogruppo PRC alla Regione Lazio).

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